giovedì 17 gennaio 2013

Casalesi, pizzo e riciclaggio: arrestati 20 affiliati


AVERSA. I carabinieri di Aversa hanno arrestato venti persone ritenute appartenenti alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi, accusate di estorsione nei confronti di imprenditori ed esercenti dell'agro aversano. Gli arresti sono stati eseguiti tra la Campania e il Lazio. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e' stato scoperta anche un' attivita' di riciclaggio del 'pizzo', realizzata attraverso un traffico di autovetture rubate che ha visto secondo le accuse anche il coinvolgimento di imprenditori romani. Le auto rubate venivano rimesse in circolazione sui circuiti nazionali ed esteri dopo la modifica dei numeri di matricola e la falsificazione dei documenti e delle targhe, per farle risultare provenienti dalla Germania. I venti arrestati sono accusati anche di associazione mafiosa, possesso di armi e di riciclaggio di auto di grossa cilindrata. 

L'operazione, ha consentito di smantellare un gruppo di soggetti che esercitava un pressante controllo del territorio attraverso l'imposizione del metodo mafioso. Dalle indagini sono emerse numerose estorsioni ad imprenditori ed esercenti dell'agro aversano. I presunti esponenti del clan dei Casalesi destinatari delle ordinanze di custodia eseguite stamane si presentavano dagli imprenditori e dai commercianti dell'agro aversano per riscuotere il pizzo nell'imminenza delle festitivita' di Natale, Pasqua e Ferragosto. Dalle vittime pretendevano somme di denaro che, dicevano, sarebbero state destinate ai carcerati. In molte occasioni, invece, dicevano di essere stati mandati ''dagli amici di Casale di Principe'' e che era giunto il momento ''di mettersi a posto''. I proventi dell'attivita' estorsiva, estesa dal clan fino al basso Lazio, venivano poi riciclati attraverso l'immissione sul mercato di auto di grossa cilindrata rubate sia in Italia che all'estero. Le vetture finivano in concessionarie e autorivendite dopo la modifica dei numeri di matricola e dei documenti. Agli acquirenti venivano spacciate come automobili importate dalla Germania. I venti arresti eseguiti oggi dai carabinieri di Aversa sono frutto di indagini condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e sulla base di dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia. 

L'indagine ha smantellato il gruppo comandato dal 32enne Pietro Falcone, investito del ruolo di capozona da Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco alias Sandokan; Falcone era già stato arrestato a dicembre per le estorsioni alle televisioni locali cui venivano imposti cantanti neomelodici vicini alla cosca. Oggi è finito in carcere l'altro elemento di spicco del clan Salvatore Orabona, 40 anni. I due, il 12 dicembre del 2008, scamparono ad un attentato da parte di Giuseppe Setola e del suo gruppo di sicari che spararono contro le loro abitazioni a Trentola Ducenta 107 colpi di kalashnikov. Divennero poi famose le registrazioni audio captate dopo gli agguati quando i killer dissero «ora andiamoci a prendere il caffè».
http://www.internapoli.it

Nessun commento:

Posta un commento