martedì 10 ottobre 2017

L'Europa dichiara guerra a Marco Di Lauro, l'appello: «Aiutateci a trovare il superlatitante»


NAPOLI. «Aiutateci a trovare il latitante», è l'appello della rete europea ENFAST (European Network Fugitive Active Search Team): network delle forze di polizia europee costituito per agevolare lo scambio di informazioni volte al rintraccio di latitanti. 

L’iniziativa, denominata “Summer campaign 2017”, consiste nell’invio di una cartolina postale al latitante individuato dallo Stato che, attraverso il seguente link www.eumostwanted.eu/summercampaign, conduce alla citata pagina web.

Il progetto si prefigge lo scopo di ripetere i successi ottenuti nel dicembre 2016, quando 3 latitanti di altri Stati esteri sono stati arrestati grazie ad informazioni anonime che singoli utenti del web hanno inviato alla forza di Polizia che aveva segnalato il fuggitivo. Dalla nascita del sito sono stati localizzati e arrestati 14 latitanti, tutti assicurati alla giustizia grazie a soffiate anonime. Attualmente, i latitanti italiani presenti nel sito sono: Matteo Messina Denaro; Giovanni Motisi; Marco Di Lauro – quest’ultimo oggetto dell’iniziativa in parola. 
L’unità nazionale FAST Italia è ubicata all’interno della Divisione S.I.Re.N.E. del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia ed ha provveduto ad arrestare nel corso dell’anno 2017 già 4 latitanti a seguito dello sviluppo delle informazioni giunte dagli omologhi gruppi investigativi esteri, mentre ha assicurato alla giustizia italiana 8 latitanti ricercati dall’Italia e localizzati all’estero. 
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Piazze di spaccio degli Scissionisti, condanne ed assoluzioni per boss ed affiliati degli Amato-Pagano


di Antonio Mangione

MARANO-MELITO. Stangata per il gruppo degli Scissionisti maranesi legati al boss Mariano Riccio, genero di Cesare Pagano. Alla sbarra c'erano 33 imputati accusati di avere avuto un ruolo nel traffico di stupefacenti, così come scaturito dall’attività di indagine dei carabinieri di Marcianise sviluppatasi tra il 2012 ed il 2014 e che aveva colpito esponenti a vari titolo del clan degli scissionisti, egemone a Melito, Mugnano ed all'epoca dei fatti molto attivo anche a Marano. 
Il capo Mariano Riccio è stato condannato a 18 anni di reclusione con rito Abbreviato per traffico di droga. La richiesta del pm della DDA di Napoli Landolfi per il leader degli scissionisti di Marano era di 20 anni. 

Il gruppo gestiva per conto degli Scissionisti gestiva le piazze di spaccio della zona a Nord di Napoli e controllava le piazze di spaccio insediate a Melito nei rioni 219 e Parco Monaco. I militari individuarono il gruppo melitese perché riforniva anche un’altra organizzazione di Caivano. Gli inquirenti hanno accertato che Mario Iadonisi era il custode di ingenti quantità di droga che venivano smistate da Carmelo Borrello. Mariano Riccio, insieme ai maranesi Armando Di Somma, Castrese Ruggiero (difeso dall'avvocato Nunzio Mallardo) e Antonio Ruggiero rappresentavano il direttivo dell’organizzazione dedita al traffico di crack. 
Assolti Raffaele Frascogna e Michele Messina (entrambi difesi dall'avvocato Carlo Carandente Giarrusso) per i quali erano stati chiesti dal Pm rispettivamente 12 e 14 anni di reclusione. 

Ecco di seguito le decisioni del giudice 

Mariano Riccio 18 anni 
Giuseppe Aiello 10 anni e un mese 
Vincenzo Aletto 20 anni 
Massimiliano Aricò anni 20
Giovanni Ascione anni 8 e 8 mesi
Carmelo Borrello anni 12
Giuseppe Busiello anni 18
Antonio Caputo anni 7 anni e 4 mesi
Vittorio Crisonti anni 12
Vincenzo Esposito 6 anni e 4 mesi
Mario Iadonisi anni 20
Gaetano Milone anni 9 anni
Natale Perone anni 12
Riccio Mario anni 18
Ruggiero Castrese anni 18
Salvatore Stabile anni 18
Armando di Somma 20 anni


ASSOLTI 

Antonio Parolisi
Giuseppe Pezzella
Giuseppe Sica
Giuseppe Siviero
Raffaele Tessitore
Luigi Tufino 
Raffaele Frascogna (difeso dall'avvocato Carlo Carandente Giarrusso)
Raffaele Mauriello (difeso dall'avvocato Carlo Carandente Giarrusso) 
Armando De Simone
Raffaele Tufino
Saverio Panico
Alfonso Riccio (fratello di Mariano)
Ciro Cerqua
Giuseppe De Martino
Diego Ferrara
Giuseppe Colucci (difeso dall'avvocato Nunzio Mallardo)

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martedì 3 ottobre 2017

«Nun si nisciuno». Ucciso per aver offeso il figlio di Paolo Di Lauro: particolare choc sull'assassinio

NAPOLI. Voleva soddisfazione Pasquale Salomone e per farlo non aveva esitato a scomodare nientemeno che Cosimo Di Lauro. 
Il ras dei Licciardi quando si presentò mmiezz all'Arco non immaginava minimamente di poter essere freddato dalla risposta di Cosimino. 
Salomone era lì per chiedere l'autorizzazione a 'fare il morto'. Voleva vendicare l'uccisione di suo genero con l'eliminazione del colpevole: uno uomo dei Di Lauro. Uno degli infiniti uomini all'epoca al servizio di Ciruzzo il Milionario, ma ad ammazzare l'aspirante genero di Salomone, Domenico Fulchignoni , non era stato uno qualunque in quel caldo 28 luglio 2003.
Cosimo Di Lauro non esitò a svelare il nome del killer e lo fece con la sicurezza e la spavalderia che ha contraddistinto la sua storia criminale. "Vuoi ammazzare il killer di tuo genero? - riferì Di Lauro a Salomone - Vai, sta giù al portone. Lo trovi là, ad ammazzare Fulchignoni è stato mio fratello Nunzio. 
A riferirlo è il pentito Gennaro Notturno, che ha inoltre aggiunto che Salomone dovette così mandare giù la pillola e far ritorno a casa. 
Perché fu ammazzato? Stando a quanto riferito da alcuni collaboratori di giustizia a Fulchignoni costò cara una frase rivolta nei confronti di Nunzio Di Lauro. "Nun si nisciuno" - avrebbe urlato Fulchignoni nel corso di un accesa discussione all'indirizzo del figlio di Ciruzzo il Milionario, ancora minorenne all'epoca dei fatti. Un'offesa ricambiata con il sangue e mai vendicata dal papà della futura moglie.

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Un murale di 250 metri per Massimo Troisi

massimo troisi murale circumvesuviana
SAN GIORGIO A CREMANO – Il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il sindaco Giorgio Zinno, il presidente Eav, Umberto De Gregorio, consiglieri regionali, amministratori locali ma soprattutto cittadini e appassionati di Massimo Troisi e Alighiero Noschese hanno preso parte all’inaugurazione del murale di 250 metri realizzato nella stazione Circum di Piazza Trieste e Trento.


Un evento che è stato più della presentazione di un’opera di street art alla città. Si è trattato, infatti, della celebrazione di due grandi artisti, la conferma della sinergia tra Eav e amministrazione comunale e, soprattutto, la tappa di un percorso che, nel nome di Massimo Troisi, sta coinvolgendo tutta la città restituendo dignità e bellezza a ad alcuni luoghi del territorio.


Gli artisti che hanno realizzato il capolavoro sono Rosk&Loste, della scuderia di Inward, Osservatorio sulla creatività urbana, gli stessi che hanno firmato i ritratti di Falcone e Borsellino a Palermo. L’opera è finanziata da Eav, su proposta del Primo Cittadino.


“Stiamo facendo un lavoro complessivo in tutta la città al fine di valorizzare il territorio e il patrimonio artistico. Partendo da Massimo Troisi  ed ora, allargando la visuale ad Alighiero Noschese, stiamo creando punti di interesse accessibili a tutti che ci rendano orgogliosi di essere sangiorgesi e diffondano il senso di appartenenza ad un territorio che produce arte e bellezza”, le parole del sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno.

“Abbiamo riqualificato 12 stazioni negli ultimi 12 mesi e siamo in procinto di recuperarne altre 8 più degradate dell’hinterland napoletano – le parole di Umberto De Gregorio, Presidente Eav – L’inaugurazione di oggi fa parte di un progetto ambizioso grazie a cui, di concerto con la Regione Campania, recupereremo e ristruttureremo in maniera capillare circa 40 stazioni dell’EAV”.

“Massimo Troisi ha lasciato un profumo, una scia – dichiara il Direttore Artistico del Premio Troisi, Paolo Caiazzo – molte persone hanno inseguito il percorso artistico nel suo nome. In questo raggio che disegna una circonferenza attorno a San Giorgio a Cremano, si mettono in risalto tutte le persone del mondo dello spettacolo e del mondo tecnico che risiedono o hanno a che fare col territorio di San Giorgio a Cremano”.


“Si tratta di un appuntamento con la memoria, grazie all’accostamento opportuno a Troisi, leader della memoria di San Giorgio, con quella di Noschese, più antica poco lustrata rispetto al grande artista. E’ un invito a ricominciare da questa stazione che adesso ha del bello e non più soltanto vandalismo grafico. La memoria vive anche nelle cerniere che l’amministrazione istituisce con la comunità residente, cioè la toponomastica. In questo caso, speriamo che questa illustrazione dei loro volti favorisca ed accompagni le soste dei viaggiatori della Circumvesuviana” il commento di Luca Borriello, Direttore ricerca Inword, Osservatorio Nazionale Creatività Urbana che si è occupato della realizzazione grafica dei due murales.


Gli appuntamenti. A partire da Venerdì 6 Ottobre infatti, a Villa Vannucchi, vi sarà Eduardo Tartaglia (cui è stato anche affidata la direzione del laboratorio teatrale ad indirizzo comico cui parteciperanno giovani del territorio) che presenta il debutto nazionale del suo spettacolo teatrale.​ Sabato 7 Ottobre è la volta di Federico Salvatore che presenta lo spettacolo “Napocalisse”. Domenica 8 Ottobre, invece, Ciro Ceruti presenta la Cab-Commedia “I Nuovi Poveri”.

Da Venerdì 13 Ottobre via alla competizione: si terrà in quella data la prima semifinale che vedrà la partecipazione di sei attori comici. Durante la serata si esibiranno anche artisti già affermati quali Peppe Iodice, Marco Cristi, Enzo Fischetti e Sex & Sud, vincitrici dell’ultima edizione del Premio Troisi.

Sabato 14 Ottobre seconda semifinale con la partecipazione di altri sei comici: durante la serata previsti gli interventi di Paolo Caiazzo, Nando Timoteo, Peppe Laurato, Rosaria Miele, Mino Abbacuccio.​ Le due serate saranno condotte da Francesco Mastandrea e Mariasilvia Malvone

Domenica 15 Ottobre finalissima per individuare il vincitore del Premio Troisi tra i sei finalisti scelti dalla giuria: a condurre la serata Gianni Simioli (anche curatore della sezione Canzone Comica), con la partecipazione di Maria Bolignano, Ciro Giustiniani, Enzo & Sal e con gli interventi musicali di Andrea Sannino e Claudia Paganelli. Sul palco vi sarà anche l’intervento di un ospite nazionale: Angelo Pintus.

La giuria, che individuerà il miglior attore comico, sarà presieduta da Enzo De Caro (storico componente de La Smorfia) affiancato da Anna Pavignano, scrittrice e coautrice di Massimo Troisi. La giuria si completa con Gianni Parisi, Peppe Borrelli e Niko Mucci. Durante la serata finale gli artisti Ficarra e Picone ritireranno il Premio Massimo Troisi per il miglior film.

Tre le categorie che saranno premiate: Premio miglior attore comico, Premio migliore scrittura comica e il Premio Cortometraggio al miglior “WebFilm”. Di quest’ultima categoria, i presidenti di giuria saranno i The Jackal.​ Come responsabile della sezione Migliore Scrittura Comica è stato individuato lo scrittore campanoPino Imperatore, il cui ultimo romanzo “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze” è stato pubblicato da Mondadori.

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giovedì 21 settembre 2017

Napoli, faida di camorra a Scampia: ucciso il figlio del boss Notturno

Agguato la scorsa notte a Napoli, nel quartiere Scampia: ucciso con una decina di colpi di arma da fuoco il 21enne Nicola Notturno, figlio del boss Raffaele Notturno, dell’omonimo gruppo del clan degli Scissionisti. Il giovane, colpito in via Ghisleri, è morto mentre il servizio di emergenza 118 lo stava trasportando all’ospedale ‘San Giovanni’. Indagano gli agenti del commissariato Scampia e della squadra mobile.

Il padre della vittima, Raffaele Notturno (fratello di Vincenzo, capo dell’omonimo clan) era ricercato da gennaio dopo un ordine di carcerazione a 2 anni e 11 mesi di reclusione che gli era stato inflitto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. I carabinieri del comando provinciale di Napoli, il 17 dicembre del 2012, lo individuarono e bloccarono mentre si trovava in un appartamentino del lotto TB di Scampia, protetto da telecamere e cancello blindato.

Raffaele Notturno rra considerato il reggente dell’omonimo clan camorristico, alleato con il gruppo Abete-Abbinante, uno dei cartelli criminali in lotta nella faida per il  controllo delle piazze di spaccio, da tempo in guerra per il controllo delle piazze di spaccio di Napoli con il gruppo Vanella Grassi e quel che resta del clan Di Lauro.

Il giovane ucciso è anche nipote di Gennaro Notturno, detto “’o Sarracino”, che da qualche settimana sta collaborando con i magistrati. Gli inquirenti non escludono che l’omicidio possa anche essere una vendetta trasversale legata alle rivelazioni del pentito.

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lunedì 11 settembre 2017

Napoli, agguato nel centro storico: due morti

Due morti in un agguato compiuto oggi pomeriggio a Napoli, nel quartiere Vicaria, in vico Pergola all’Avvocata. Le vittime sono Edoardo Amoruso e Salvatore Dragonetti.

Paura tra residenti e persone che si trovavano in zona durante la sparatoria. Ad agire, secondo una prima ricostruzione, diversi sicari che hanno esploso numerosi colpi di pistola. Sul posto le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini.

Sia Dragonetti che Amoroso abitavano nel vicolo dove è scattato il raid. I due sono ritenuti appartenenti al clan dei Mazzarella e questo duplice omicidio potrebbe essere riconducibile allo scontro con i clan rivali dei Contini e Licciardi. Non si esclude anche la pista della faida interna.

Dragonetti era imparentato ai fratelli Giuliano, ex boss del Rione Forcella, avendo sposato una nipote. Dragonetti aveva precedenti per lesioni e associazione a delinquere per contrabbando di sigarette. Più pesanti i precedenti di Amoroso, che era sottoposto a un obbligo di soggiorno ai sensi della legge antimafia; aveva anche precedenti per reati legati all’uso delle armi, allo spaccio di droga, evasione e rapina.

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domenica 6 agosto 2017

Come in Gomorra, la camorra parla tedesco: ecco i clan che hanno investito in Germania

Quelle in Spagna non sono le uniche infiltrazioni dei clan napoletani all’estero. Sempre dalla relazione del ministero dell’Interno sulle attività e risultati della Direziona Investigativa antimafia vengono segnalati altri paesi in cui i clan stanno facendo affari. È il caso della Germania dove oltre ai clan di Napoli hanno diversi interessi anche i Casalesi. Le azioni delle cosche napoletane e casertane in Germania mirano in particolare a creare ulteriori canali per il reimpiego e riciclaggio dei proventi illeciti. A ciò sono affiancate attività delittuose perpetrate direttamente e che spaziano dalla distribuzione di abbigliamento contraffatto, quasi sempre con marchi del Made in Italy, alla messa in circolazione di monete false, fino al traffico di veicoli rubati. Nello specifico le attività investigative condotte in Germania hanno accertato, fin dagli anni ’80 la disponibilità di riferimenti stabili sul territorio in particolare in alcune regioni quali Assia, Renania Settentrionale-Vestafalia,Baden-Wurttemberg e Baviera dei clan Licciardi, Moccia, Cava e Ascione. Interessi delle cosche napoletane anche nella Repubblica di San Marino. Qui è stata, in passato, accertata l’operatività del clan dei Casalesi, attivi nel reinvestire i capitali illeciti. Altri gruppi campani tracciati nel tempo nel piccolo Stato di San Marino sono: Vallefuoco, Marinello, Stolder,Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone, Di Lauro, Mazzarella e Zaza. 

Nel descrivere le proiezioni delle organizzazioni criminali napoletane in Spagna si è fatto più volte riferimento al ruolo logisticamente strategico nel traffico internazionale degli stupefacenti, ricoperto dai Paesi del Nord Africa, con un esplicito rimando al Marocco. Le indagini raccolte nel semestre del 2015 rilevano come le stesse basi logistiche, in particolare quelle tunisine, siano diventate strumentali anche per il contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri organizzato da elementi del clan Aquino-Annunziata di Boscoreale. 
Nella relazione, infine, si fa cenno a come la camorra si stata ricompresa, a seguito di una direttiva del Presidente Barack Obama, nella black list delle associazioni di criminalità organizzata più pericolose degli Stati Uniti d’America. Attualmente l’Fbi segnala che la camorra, negli Usa può contare sulla presenza di circa 200 affiliati molti dei quali migrati durante le guerre di camorra.

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