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mercoledì 22 novembre 2017

No al pizzo e all'usura: passeggiata antiracket nelle vie dello shopping

PORTICI. Una passeggiata per le vie dello shopping, uniti per dire no al pizzo e all’usura. Domani mattina la 6° edizione della «Passeggiata antiracket» organizzata dall’«Associazione Antiracket Fai Portici Giovanni Panunzio», presidente Ciro Maglioli con il patrocinio morale della Città di Portici. Associati, religiosi, forze dell’ordine tra carabinieri, polizia e guardia di finanza, cammineranno per le strade principali della città per far sentire la presenza della legalità sul territorio e per comunicare ai commercianti, anche a coloro che ancora non hanno denunciato i proprio estorsori, che «facendo rete» è possibile contrastare le sopraffazioni.

«Entreremo in una cinquantina di negozi – ha detto padre Giorgio Pisani, parroco della chiesa Sacro Cuore di Gesù e assistente spirituale dell’Associazione Antiracket – e faremo capire a tutti i commercianti, anche i più reticenti che noi, come le forze dell’ordine, non li lasciamo soli. Bisogna essere cittadini consapevoli, denunciare ogni forma di ingiustizia, seminare legalità per una città da amare e custodire».

L’associazione «Giovanni Panunzio» è nata nel 2013 in onore dell’omonimo imprenditore foggiano che fu ucciso dalla malavita perché non volle sottostare ai soprusi e non accettò di pagare il pizzo. Il messaggio che cerca di portare avanti è quello del «consumo critico», con il motto «Pago chi non paga» e ciò col tentativo di orientare i cittadini ad acquistare negli esercizi commerciali in cui si denuncia il pizzo, così da inculcare una mentalità incentrata sulla giustizia e sulla ribellione alle angherie.

La passeggiata partirà alle ore 9.30 di domani dalla Chiesa della Salute in Via Verdi e procederà per: via Verdi, piazza Poli, via Gravina, via Malta. Parteciperanno le forze dell’ordine del territorio, il presidente Fai Antiracket Tano Grasso, Luigi Ferrucci presidente Fai del Coordinamento Campano Antiracket, il giornalista Sandro Ruotolo, Associazione AntiUsura Don Pino Puglisi, Comitato Beni Comuni, Gas Mether Ghe, Centro Giovani Agorà, Comunità Scout Portici IV., altre associazioni, comunità religiose e tutti i cittadini che intendono accodarsi. 
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venerdì 10 novembre 2017

«Maximall Pompeii», 150 milioni di investimento e 1500 nuovi posti di lavoro nel primo anno

Un investimento di 150 milioni di euro con la nascita di 1500 nuovi posti di lavoro. I numeri del progetto Maximall Pompeii, che sarà presentato al Mapic di Cannes il 15 novembre, definiscono le dimensioni e le caratteristiche del centro commerciale polifunzionale che sarà realizzato da IrgenRe Group, una delle più importanti aziende italiane attive nel mercato dello Sviluppo e della Gestione Immobiliare per il settore commerciale. Con una vocazione ultramoderna, immaginato e progettato dal pluripremiato studio Design International, sorgerà nei pressi dagli scavi archeologici più famosi del mondo.
Il mega centro commerciale polifunzionale, che sarà realizzato entro il 2019, si sviluppa su un’area di 200mila metri quadrati, nella quale sorgerà anche un hotel 4 stelle con 120 camere doppie, un cinema di 3mila metri quadrati con 8 sale proiezione, 24 ristoranti distribuiti su 4mila metri quadrati. Ancora, una piazza-anfiteatro per eventi di 5.500 metri quadrati e una piazza multimediale di 2mila metri quadrati, con un parcheggio nel quale potranno trovare posto 4mila auto. Intorno al Maximall Pompeii, si svilupperà un’area di 27mila metri quadrati di verde pubblico con 15mila metri quadrati di parco. «La scelta del sito – spiega Paolo Negri, amministratore e titolare di IrgenRe Group - è stata confortata dallo studio che abbiamo commissionato a CACI che riconosce all’intervento Maximall Pompeii la possibilità di realizzare numeri entusiasmanti, ovvero circa 12milioni di visitatori già dal primo anno e oltre 350milioni di fatturato». Ma anche una fontana danzante all’interno della Piazza Food le cui dimensioni si estenderanno per circa 110m in termini di larghezza e circa 75m in termini di lunghezza, richiamando il design della vicina e famosa Piazza del Plebiscito.

Sulla copertura del centro prenderà vita un vero e proprio parco urbano, sul quale sarà possibile fare jogging e godersi momenti di relax. Il Maximall Pompeii si svilupperà su due livelli, che ospiteranno oltre 200 negozi con le più importanti griffes internazionali e nazionali, il tutto abbinato alle eccellenze della sartoria campana, garantendo e ampliando l'offerta del “lusso accessibile”. Il vero elemento di novità, fortemente identitario, sarà costituito dall'area food che darà vita a un nuovo concept in grado di offrire ai consumatori l'opportunità di una piacevole pausa dopo lo shopping nonché di pranzare o prendere un aperitivo dopo il lavoro.

«Noi vogliamo dare luogo ad un punto di incontro con una formula nuova dettata dalla presenza anche di chef stellati che possano offrire all’interno di Maximall Pompeii alcune loro specialità a un prezzo accessibile. Una sorta di food low cost - non a discapito della qualità - in grado di regalare momenti di felice seduzione a quanti potranno godere dell’opportunità di vivere quella che noi ci auguriamo possa diventare un’imperdibile esperienza», continua Paolo Negri. I lavori, partiti lo scorso mese di ottobre con la posa della prima pietra, si concluderanno entro il 2019. «Maximall Pompeii sarà food, eccellenze territoriali, brand Internazionali, l’orgoglio della moda Italiana, un vero e proprio centro di attrazione per la Regione Campania – spiega Francesco Furino, Managing Director della Irgen Retail Management, la società di gestione e commercializzazione facente capo a IrgenRE Group che annovera a sé i centri a brand Maximall e il Cilento Outlet - il tutto guidato da un team di specialisti del settore, dal Turismo al Retail, che garantirà un’esperienza unica e imperdibile, in una logica di Shopping Life Experience».

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martedì 3 ottobre 2017

Un murale di 250 metri per Massimo Troisi

massimo troisi murale circumvesuviana
SAN GIORGIO A CREMANO – Il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il sindaco Giorgio Zinno, il presidente Eav, Umberto De Gregorio, consiglieri regionali, amministratori locali ma soprattutto cittadini e appassionati di Massimo Troisi e Alighiero Noschese hanno preso parte all’inaugurazione del murale di 250 metri realizzato nella stazione Circum di Piazza Trieste e Trento.


Un evento che è stato più della presentazione di un’opera di street art alla città. Si è trattato, infatti, della celebrazione di due grandi artisti, la conferma della sinergia tra Eav e amministrazione comunale e, soprattutto, la tappa di un percorso che, nel nome di Massimo Troisi, sta coinvolgendo tutta la città restituendo dignità e bellezza a ad alcuni luoghi del territorio.


Gli artisti che hanno realizzato il capolavoro sono Rosk&Loste, della scuderia di Inward, Osservatorio sulla creatività urbana, gli stessi che hanno firmato i ritratti di Falcone e Borsellino a Palermo. L’opera è finanziata da Eav, su proposta del Primo Cittadino.


“Stiamo facendo un lavoro complessivo in tutta la città al fine di valorizzare il territorio e il patrimonio artistico. Partendo da Massimo Troisi  ed ora, allargando la visuale ad Alighiero Noschese, stiamo creando punti di interesse accessibili a tutti che ci rendano orgogliosi di essere sangiorgesi e diffondano il senso di appartenenza ad un territorio che produce arte e bellezza”, le parole del sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno.

“Abbiamo riqualificato 12 stazioni negli ultimi 12 mesi e siamo in procinto di recuperarne altre 8 più degradate dell’hinterland napoletano – le parole di Umberto De Gregorio, Presidente Eav – L’inaugurazione di oggi fa parte di un progetto ambizioso grazie a cui, di concerto con la Regione Campania, recupereremo e ristruttureremo in maniera capillare circa 40 stazioni dell’EAV”.

“Massimo Troisi ha lasciato un profumo, una scia – dichiara il Direttore Artistico del Premio Troisi, Paolo Caiazzo – molte persone hanno inseguito il percorso artistico nel suo nome. In questo raggio che disegna una circonferenza attorno a San Giorgio a Cremano, si mettono in risalto tutte le persone del mondo dello spettacolo e del mondo tecnico che risiedono o hanno a che fare col territorio di San Giorgio a Cremano”.


“Si tratta di un appuntamento con la memoria, grazie all’accostamento opportuno a Troisi, leader della memoria di San Giorgio, con quella di Noschese, più antica poco lustrata rispetto al grande artista. E’ un invito a ricominciare da questa stazione che adesso ha del bello e non più soltanto vandalismo grafico. La memoria vive anche nelle cerniere che l’amministrazione istituisce con la comunità residente, cioè la toponomastica. In questo caso, speriamo che questa illustrazione dei loro volti favorisca ed accompagni le soste dei viaggiatori della Circumvesuviana” il commento di Luca Borriello, Direttore ricerca Inword, Osservatorio Nazionale Creatività Urbana che si è occupato della realizzazione grafica dei due murales.


Gli appuntamenti. A partire da Venerdì 6 Ottobre infatti, a Villa Vannucchi, vi sarà Eduardo Tartaglia (cui è stato anche affidata la direzione del laboratorio teatrale ad indirizzo comico cui parteciperanno giovani del territorio) che presenta il debutto nazionale del suo spettacolo teatrale.​ Sabato 7 Ottobre è la volta di Federico Salvatore che presenta lo spettacolo “Napocalisse”. Domenica 8 Ottobre, invece, Ciro Ceruti presenta la Cab-Commedia “I Nuovi Poveri”.

Da Venerdì 13 Ottobre via alla competizione: si terrà in quella data la prima semifinale che vedrà la partecipazione di sei attori comici. Durante la serata si esibiranno anche artisti già affermati quali Peppe Iodice, Marco Cristi, Enzo Fischetti e Sex & Sud, vincitrici dell’ultima edizione del Premio Troisi.

Sabato 14 Ottobre seconda semifinale con la partecipazione di altri sei comici: durante la serata previsti gli interventi di Paolo Caiazzo, Nando Timoteo, Peppe Laurato, Rosaria Miele, Mino Abbacuccio.​ Le due serate saranno condotte da Francesco Mastandrea e Mariasilvia Malvone

Domenica 15 Ottobre finalissima per individuare il vincitore del Premio Troisi tra i sei finalisti scelti dalla giuria: a condurre la serata Gianni Simioli (anche curatore della sezione Canzone Comica), con la partecipazione di Maria Bolignano, Ciro Giustiniani, Enzo & Sal e con gli interventi musicali di Andrea Sannino e Claudia Paganelli. Sul palco vi sarà anche l’intervento di un ospite nazionale: Angelo Pintus.

La giuria, che individuerà il miglior attore comico, sarà presieduta da Enzo De Caro (storico componente de La Smorfia) affiancato da Anna Pavignano, scrittrice e coautrice di Massimo Troisi. La giuria si completa con Gianni Parisi, Peppe Borrelli e Niko Mucci. Durante la serata finale gli artisti Ficarra e Picone ritireranno il Premio Massimo Troisi per il miglior film.

Tre le categorie che saranno premiate: Premio miglior attore comico, Premio migliore scrittura comica e il Premio Cortometraggio al miglior “WebFilm”. Di quest’ultima categoria, i presidenti di giuria saranno i The Jackal.​ Come responsabile della sezione Migliore Scrittura Comica è stato individuato lo scrittore campanoPino Imperatore, il cui ultimo romanzo “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze” è stato pubblicato da Mondadori.

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martedì 28 febbraio 2017

Cavalli di ritorno, TUTTI I 68 INDAGATI. I gruppi di Giugliano, S. Antimo e Mugnano

NAPOLI. Nelle circa 700 pagine dell'ordinanza che ha portato in cella 33 malviventi (tra carcere e domiciliari) e 14 con il divieto di soggiorno in regione viene descritto il metodo utilizzato dalla banda dei cavalli di ritorno sgominata ieri dai carabinieri. Il business era gestito da Carmine Cerrato. Nonostante fosse ai domiciliari continuava a gestire con tranquillità il giro d'affari, dando ordini dal balcone della sua abitazione. Ma era controllato dai carabinieri che avevano piazzato delle cimici nei pressi della sua abitazione. 

Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno permesso di svelare tutta la filiera di questo malaffare, concentrato soprattutto nella zona a nord di Napoli (Arzano, Grumo Nevamo, Giugliano, Casoria, Melito) dove su cento auto rubate, il novanta per cento viene ritrovato nel giro di 12-24 ore, naturalmente solo grazie al pagamento di soldi versate dalle vittime a seconda del tipo di auto. Cerrato, che pur stando ai domiciliari per un'estorsione, gestiva il tutto, grazie a un paniere che calava dalla sua abitazione, e dentro il quale i ladri depositavano le chiavi e documenti delle auto rubate. 

ECCO I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE 

ARRESTI IN CARCERE 

CERRONE Carmine, nato a Napoli il 29.07.1972 detto “O Pezzot
AVOLIO Luigi, nato a Napoli il 12.05.1989 detto “Ginetto”,
CERRONE Anna, nata a Napoli·il30.07.1974 detta “Annarella”
CERRONE Giuseppe, nato a Napoli il 06.12.1995 detto “O Pzzottiel,
DE LUCA Massimo, nato a Napoli il 03.06.1978
DI DOMENICO Cosimo, nato a Napoli il 24.10.1970
detto “Polpettone”, residente a Melito di Napoli
MINGACCI Salvatore, nato a Napoli il 04.10.1958,
PESACANE Salvatore, nato a Napoli 1’11.10.1972, residente a Melito di Napoli
PISCOPO Ra??aele, nato a Napoli il13.10.1985, residente a Arzano
REALE Antonio, nato a Napoli 1’08.05.1974 detto “Totor Mellon”,
SPINELLI Maurizio, nato a Napoli il 04.09.1969 detto “Ozi”,
AZZARO Giovanni, nato a Napoli il 15.04.1969, residente a Melito di Napoli
AMURA Giovanni, nato a Napoli il 12.07:1976 detto “o Cecato”, residente ad Afragola
ANGRISANO Angelo, nato a Napoli il 08.11.1965
BOCCHETTI Ciro, nato a Napoli il 01.02.1983,
CAIAZZO Raffaele, nato a Napoli il 14.01.1953
detto “CapozzellSALIERNO Gennaro, nato a Napoli il 26.06.1978, residente a Afragola
SICHENZ Raffaele, nato a Napoli i_l10.01.1972, residente a Casavatore

ARRESTI DOMICILIARI CON BRACCIALETTO ELETTRONICO

ALFANO Giuseppe, nato a Casavatore il 22.09.1965, DE BIASE Raffaele, nato a Napoli il 10.05.1981,
ERRICHELLI Raffaele, nato a Napoli il 25.03.1973 alias “O cinese”,
FATTORE Eduardo, nato a Napoli il 17.05.1989,
IAQUINO Ferdinando, nato a Acerra il 22.04.1980 detto “Nù nù”, residente ad Afragola
SANZARI Francesco, nato a Napoli il 25.10.1983,
VETTOSI Giuseppe, nato a Napoli il 03.04.1978,

ARRESTI DOMICILIARI

DI MAlO Luigi, nato a Napoli 15.01.1989, residente a Giugliano in Campania
MARINO Vincenzo, nato a Napoli il 04.07.1968
PETRILLO Danilo, nato a Napoli il 29.08.1992
TITO Ferdinando, nato a Villaricca il 06.08.1979,,residente a Mugnano di Napoli

DIVIETO DI DIMORA

D’AMBRA Vincenzo, nato a Afragola il 27.04.1971 residente a Afragola
DE BIASE Vincenzo, nato a Napoli il 29.02.1984
ELIA Aldo, nato a Napoli il 05.01.1957, residente a Grumo Nevano
ESPOSITO Francesco, nato a Napoli l’ 01.04.1991, residente a Afragola
FERRARA Antonio, nato a Napoli il 14.03.1981
FERRERI Gennaro, nato a Napoli il 28.1 0.1974 alias “Cap e retin”
IANNACCONE Nicola, nato a Napoli 1’08.01.1982 detto “O chiatt – Pasticcere ”
LAEZZA Alessandro, nato a Napoli il 26.05.1977, residente a Afragola in via
LATTANZI Gianrico, nato a Napoli il 26.06.1982
LAURATO Antonio, nato a Napoli il 14.04.1991
MARINO Luisa, nata a Napoli il 15.09.1973 detta “Ciù ciù”, residente a Casoria;
SANGES Salvatore, nato a Napoli il 08.09.1989
SANSONE Cristoforo, nato a Napoli il 05.11.1977
TELESE Giuseppe, nato a Napoli il 20.08.1983
VITALE Giovanni, nato a Napoli l’ 11.02.1979

INDAGATI

AINIS Francesco, nato a Napoli il 09.02.1985,
CAPANO Andrea, nato a Napoli il 4.10.1992,
CAPANO Antonio, nato a Napoli il21.04.1990,
CIARDIELLO Claudio, nato a Napoli il 09.02.1964,
residente a San Giorgio a Cremano DE CRESCENZO Francesco, nato a Napoli il 18.10.’1980,
DI MAlO Attilio, nato a Napoli il 27.11.1984, 
ERRICHELLI Raffaele, nato a Napoli il 25.03.1973 alias “O cinese”,
ESPOSlTO Carmine, nato a Napoli il 21.05.1979 residente a San Giorgio a Cremano
FALCO Raffaele, nato a Napoli il 29.05.1989, residente a Frattamaggiore
FLORIO Christian, nato a Napoli il 22.08.1993,
FRANZESE Francesco, nato a Napoli il 26.09.1985 residente a Crispano
GISON Mirko, nato a Napoli il 10.01.199 residente a Mondragone
IAVARONE Rosaria, nata a Napoli il 05.01.1990, residente a Bacoli
INTEMERATO Gennaro, nato a Napoli ill5.10.1988, residente a Quarto
LAMIA Maurizio, nato a Napoli il 29.01.’1967 detto “l’avvocato”, residente a Giugliano in Campania
LEONE Manuele, nato a Napoli il 27.09.1996,
NAPOLITANO Silvio, nato a Napoli il 21.01.1991, residente a Giugliano in Campania
PERELLI Antonio, nato a Napoli il 14.04.1951, residente a Giugliano in Campania
RANUCCI Domenico, nato a Aversa il 22.02.1988, residente a Sant’ Antimo
RUSSO Ciro, nato a Napoli il 17.01.1964,
RUSSO Giovanni, nato a Napoli il 09.02.1974, residente a Arzano 
SAMMARCO Antonio, nato a Mugnano di Napoli il 17.07.1983, residente a Sant’ Antimo
SURIANO Andrea, nato a Genova il 29.12.1972,
VETTOSI Giuseppe, nato a Napoli il 03.04.1978

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sabato 2 luglio 2016

Parla Rosa, la ragazza colpita per sbaglio dalla camorra: “Voglio andare via da qui”

rosaDi Gianluca Russo

NAPOLI – “Me ne voglio andare via da qui, basta”. Queste parole piene di rabbia e di tristezza, e prive di speranza, sono state pronunciate da Rosa, 20 anni, ferita qualche settimana fa da uno dei colpi di pistola sparati in aria in una delle cosiddette “stese” di camorra e che casualmente l’hanno sorpresa mentre era affacciata al balcone di casa a Napoli, in Corso Secondigliano, nei pressi della rotonda di Piazza Capodichino. “Mi sono trovata – racconta la ragazza intervistata dal programma di Raiuno ‘La vita in diretta’ – con una pallottola che mi è entrata nell’addome da un lato ed è uscita dall’altro. Fortunatamente non sono stata colpita in organi vitali e non so nemmeno io come non sia rimasta almeno paralizzata”.

La camorra, quella che spara senza guardare in faccia a nessuno, ha ancora una volta rischiato di provocare morte innocente, come nel caso, soltanto l’ultimo, di Ciro Colonna, 19 anni, ucciso per sbaglio a Ponticelli. “Qui non c’è futuro, non è giusto quello che accade, voglio andarmene”- conclude l’intervista in lacrime Rosa, passandosi una mano sugli occhi bagnati.

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giovedì 23 giugno 2016

Nella galleria della vergogna la grotta dei record tecnologici

Quante volte avete imboccato la galleria Vittoria? Domanda retorica: per ogni napoletano quel tunnel è un percorso abituale; e anche un percorso ad ostacoli, spesso pericoloso fra buche, cedimenti, lavori che si susseguono e quelle impalcature davanti agli ingressi che stanno lì da un anno e mezzo perché non si trova il denaro per risanare le facciate.

Quanti di voi si sono accorti che quel tunnel degradato custodisce una meraviglia tecnologica che porta Napoli sul tetto d’Europa? Nessuno, ovviamente. Eppure quel gioiello di altissima tecnologia c’è, ed è anche determinante per la città: è la cabina Enel di Napoli Centro dalla quale nasce l’energia che illumina il Palazzo Reale e il San Carlo, Castel dell’Ovo e gli alberghi del lungomare, il teatro Politeama e migliaia di case dei napoletani che vivono nell’area compresa fra il mare e il Corso Vittorio Emanuele.

Proprio nel cuore della galleria Vittoria (sulla sinistra venendo da via Acton) c’è un immenso cancello di ferro, ora che lo sapete, fateci caso: lì dietro ci sono due cavità naturali all’interno delle quali l’Enel è riuscita a infilare una quantità di tecnologia, e di sicurezza, così elevate da trasformare quel luogo in un centro da primato continentale: quella è la prima e più importante cabina elettrica sotterranea raffreddata con l’acqua di mare.
E qui il racconto merita d’essere approfondito: noi l’abbiamo fatto grazie al capo del Telecontrollo di Enel Distribuzione Campania, Gianluca Cioffi, a Marcello Di Gregorio dell’Esercizio Rete e ad Amilcare Finamore dell’unità Progettazione e Lavori che sono stati i nostri ciceroni nel ventre della città dove nasce l’energia.
Parlavamo del mare, dunque. Anche se a voi sembrerà strano, tutta la clamorosa tecnologia che è stata piazzata sottoterra, riesce a «vivere» solo grazie all’acqua del mare. Il fatto è che dentro alle grotte Enel che si trovano nella galleria Vittoria, arrivano da Est e da Ovest due giganteschi cavi con la corrente a 220mila Volt e quella corrente va «ridimensionata» prima di essere spedita dentro le nostre case. Per «abbassare» la potenza (gli esperti inorridiranno a questa spiegazione, ci scusiamo. Ma per noi inesperti va bene così) bisogna utilizzare dei trasformatori. Avete presente quelle scatolette nere che usiamo quotidianamente, magari per collegare il computer alla presa di corrente? Ecco, quelli sono trasformatori e spesso vi accorgete che diventano un po’ caldi, tutta colpa del «lavoro» di trasformazione del voltaggio. Adesso pensate che i due trasformatori piazzati dentro la galleria Vittoria pesano 194 tonnellate l’uno (in totale 388 tonnellate di «roba») e che devono prendere la corrente a 220mila volt per trasformarla in corrente a 9mila volt: ovviamente si riscaldano «un pochino», praticamente bollenti come lava viva. Ed è qui che entra in gioco l’acqua del mare: tre grossi tubi pescano l’acqua al Molosiglio e, con un percorso di due chilometri, la portano tutt’intorno ai trasformatori per raffreddarli. Poi quella stessa acqua viene utilizzata anche per climatizzare l’ambiente e, nel giro di pochi minuti viene «restituita» al mare a una temperatura che è esattamente quella alla quale è stata prelevata.

Solo occhi già esperti ma ancora giovani e pronti a divorare ogni «scoperta» come quelli di Gennaro Palumbo, maturando in materie tecnologiche, ammesso a partecipare alla visita, sono riusciti a comprendere ogni dettaglio di quella meraviglia tecnologica. Chi, come noi, è meno avvezzo ai misteri dell’elettricità, è rimasto, invece, stupito arrivando nel cuore esatto della cavità e scoprendo che ci sono decine di piccole cabine grigie dalle quali si dipana la corrente per la città. C’è l’armadietto con la scritta «Palazzo Reale», quello con l’indicazione «Nunziatella», quello destinato alla Riviera di Chiaia e quello che promette di infilarsi nel Maschio Angioino: è emozionante pensare che proprio qui, nella pancia del monte Echia, è nascosta l’energia che fa muovere tanta parte di Napoli.

Ovviamente i sistemi di sicurezza sono tantissimi e infallibili. È praticamente impossibile violare questo luogo che peraltro è sorvegliato a vista; ed è anche impossibile che un eventuale (e non auspicabile) incidente possa coinvolgere la città. I macchinari più sensibili sono nascosti dietro muri d’acciaio capaci di assorbire anche l’impatto di un missile.

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giovedì 19 maggio 2016

Nuovo record per Partenope: la pizza più lunga del mondo è a Napoli

record pizza più lunga napoli lungomare
Di Gianluca Russo


NAPOLI – E’ufficiale: la pizza più lunga del mondo è stata preparata a Napoli. Sul lungomare di Via Caracciolo, oggi, è stato cucinato e sfornato un impasto lungo ben 1,8 chilometri, nuovo record mondiale. Per la precisione  Per realizzare quest’opera d’arte culinaria ci sono volute 6 ore ed 11 minuti di tempo, oltre a 1600 kg di pomodoro, 2000 kg di farina ed altrettanti di fior di latte, 30 kg di basilico e 200 litri di olio. A certificare il nuovo record conseguito nel pomeriggio di oggi, mercoledì 18 maggio 2016, i giudici del guinnes world record. Per realizzarla sono stati impiegati 250 pizzaioli da tutto il mondo che hanno rispettato i canoni della pizza napoletana STG (Specialità Tradizionale Garantita). Per la precisione si tratta di pizza Margherita e buona parte della stessa è stata utilizzata per sfamare i più bisognosi. L’idea è stata promossa da Pizza Village, col Patrocinio del Comune di Napoli e della Fondazione Univerde ed in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli Napoletani.

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lunedì 28 marzo 2016

«Un progetto per Liternum», una tesi da 110 per il parco archeologico di Giugliano.

di Gennaro Cuozzo
GIUGLIANO. Il parco di Liternum è un sito archeologico dal valore inestimabile che la maggior parte dei giuglianesi ignora. Immerso in un'area verde di rara bellezza, ricopre una superficie di 85000 mq e ospita i resti di una città di origine romana dove alcuni veterani della seconda guerra punica, insieme a Scipione, trovarono la pace dei sensi nel cuore della rigogliosa, fertile e ospitale Campania Felix. Tuttavia, nonostante l’antica importanza, il sito è oggi praticamente abbandonato a se stesso. C’è un giuglianese che però al sito è particolarmente affezionato, tanto da aver elaborato un progetto tridimensionale per rivalutare la zona che gli è valso la laurea magistrale con il massimo dei voti in architettura alla SUN. Il suo nome è Giovanni D’Alterio. Siamo andati ad intervistarlo per saperne di più. 

Ciao Giovanni, ci vuoi spiegare come mai hai scelto per la tua tesi un progetto riguardante proprio il parco di Liternum? 

In realtà la tesi è stata solo un pretesto per fare qualcosa che sognavo da molto tempo. Sono sempre stato affascinato da quella zona archeologica e ritengo che sia una fortuna per me abitare in un luogo che custodisce al suo interno una finestra sulla storia di così importante valore. Purtroppo il sito riversa in condizioni pietose ma questo aspetto io l’ho sempre visto come una sfida piuttosto che come un pretesto per gettare fango sulla mia terra. Io ritengo che ognuno debba amare il paese dove abita e fare qualcosa per renderlo migliore, per questo ho realizzato questo progetto che ha avuto molti consensi tra i professori i quali mi hanno voluto premiare dandomi il massimo dei voti. 

Il tuo progetto potrebbe essere utilizzato per migliorare l’area? 

Il progetto è a tutti gli effetti applicabile. Per me quindi sarebbe un onore se fosse realizzato, ma voglio che sia ben chiaro che il lavoro che ho fatto è prima di tutto un invito per le persone del mio paese a rivalutare il nostro territorio a guardarlo con gli occhi di chi vede in esso delle potenzialità per lo sviluppo a 360° e non una mera distesa di terreni edificabili. È per questo che ho deciso di pubblicarlo su YouTube. In questo modo chiunque voglia aprire la mente ma soprattutto gli occhi su questo sconfinato patrimonio naturale e archeologico che abbiamo lo potrà fare.

Parlaci un po’ nello specifico del tuo progetto e di cosa hai dovuto fare per realizzarlo. 

Innanzitutto sono stato sul posto e ho fatto tutti i rilevi del caso, sia altimetrici, sia riguardanti la planimetria del Teatro, del Tempio e della Basilica . Ho fatto varie misurazioni e ho scattato varie foto per ottenere un “prospetto raddrizzato” cioè una sorta di mappa bidimensionale delle caratteristiche architettoniche del rudere in modo da avere un’immagine unitaria e omnicomprensiva degli elementi da ricreare in 3D al PC. Poi ho dovuto studiare metro per metro l’intero rudere per carpirne i segreti costruttivi in modo da organizzare i lavori di “conservazione materica” individuando le varie patologie di degrado, ossia la presenza ad esempio di erbe infestanti e di umidità di risalita. Inoltre ho sovrapposto le curve di livello di varie annualità per individuare possibili sentieri preesistenti utilizzati dai romani e sono riuscito ad individuarne uno tra le terme e il foro di Liternum. Poi sono passato ovviamente alla realizzazione del progetto tridimensionale e alla valutazione delle varie strutture da costruire per rendere fruibile e quindi visitabile il sito. Mi sono accorto che le scale d’accesso erano distrutte e quindi ho realizzato una rampa, ho poi realizzato digitalmente un pavimento galleggiante in grado di livellare le difformità della superfice su cui sorge il rudere. Un altro aspetto su cui mi sono soffermato è la costruzione di servizi igienici, un punto ristoro e una serie di luoghi didattici per i bambini. Inoltre ho provveduto al ripristino olografico del colonnato del tempio di cui oggi è possibile soltanto osservare una colonna superstite. In pratica con dei laser si va a dare un idea tridimensionale della forma originaria del tempio. Infine ho ricreato tridimensionalmente le condizioni ambientali naturalistiche prefasciste e preborboniche restituendo all’area il caratteristico aspetto paludoso che aveva prima che il fiume Clanio fosse colmato per evitare le esondazioni. In questo modo nella realtà l’area potrebbe essere ripopolata dall’avifauna, ricchissima ai tempi di Scipione. 

Ci puoi spiegare perché è così importante questo sito archeologico? 

È importante perché è l’unico sito così grande, così antico e così completo nelle nostre zone. Infatti esso consta di un tempio dedicato alla triade capitolina (Capitolium), ossia Giunone, Giove e Minerva, di un foro, di un criptoportico, di terme, di un teatro e di una Basilica .Inoltre sorge in un complesso naturalistico unico e bellissimo. Ristrutturato, valorizzato e messo in un contesto di rivalutazione totale della fascia costiera Domitia , esso assumerebbe, con le dovute proporzioni, l’importanza che hanno oggi siti come Velia nel Cilento. 

Cosa faresti tu se avessi la possibilità di migliorare Giugliano? 

Credo che creerei delle situazioni urbanistiche tali da sopperire alla discrasia che esiste tra le tre zone principali del nostro “paesone”. Quindi costruirei piazze, cinema, luoghi di ritrovo facendo in modo che tutte e tre le zone( la costiera, il centro storico e la zona di collegamento tra di esse) siano vivibili e fruibili in tutte le stagioni. Inoltre sopraeleverei la Via Marina che costeggia il litorale in modo da far vedere il mare e creare un lungomare con discesa diretta sulle nostre bellissime spiagge. Per me è paradossale che 2000 anni fa a Liternum si viveva meglio di come viviamo noi adesso. 

Cosa vuoi dire alle amministrazioni? 

Nulla se non il fatto che attualmente il sito di Liternum è un luogo pieno di criticità che non produce ricchezza e che non lo farà fin tanto che non si provvederà a riconoscergli la dignità che merita. 

Cosa vuoi dire ai tuoi concittadini? 


Di amare di più la propria terra e di difenderla. Di informarsi e guardarla sempre con occhi positivi in modo da scrutare il buono sotto il marcio apparente che vediamo. Il parco di Liternum è proprio uno dei luoghi dimenticati che dobbiamo tornare ad amare e rispettare senza vederlo come un peso, poiché anche se non possiamo edificarci sopra, ci sono altri modi per rendere redditizie quelle aree. Io dico sempre che siamo figli ingrati della nostra terra perché Giugliano ha veramente delle risorse infinite e noi dovremmo sfruttarle e farle fruttare anziché distruggerle. 

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venerdì 22 gennaio 2016

Napoli diventa digitale, Apple apre un centro di sviluppo all’ombra del Vesuvio

Di Felice Spatola

NAPOLI – Steve Jobs non sarà nato a Napoli, ma a Napoli la sua azienda metterà le radici. Strano a credersi, ma la Apple apre in Italia, proprio sotto l’ombra del Vesuvio, il primo Centro di sviluppo app d’Europa: fornirà agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di applicazioni per iOS, cioè il sistema operativo per dispositivi mobili dell’azienda californiana.

Una notizia importante anche nell’ottica del rilancio del Mezzogiorno. Il centro infatti darà lavoro a seicento persone. Numerosi i milioni che saranno investiti dall’azienda di Cupertino. “Una sperimentazione molto importante”, la definisce Tim Cook (numero uno di Apple, ndr), che domani sarà a in Italia per incontrarsi col premier Matteo Renzi.

 Il Centro di sviluppo App iOS sarà situato in un istituto partner a Napoli, sosterrà gli insegnanti, fornirà un indirizzo specialistico preparando migliaia di futuri sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori Apple. Inoltre, Apple lavorerà con partner in tutta Italia che forniscono formazione per sviluppatori per completare questo curriculum e creare ulteriori opportunità per gli studenti. Apple prevede di ampliare questo programma estendendolo ad altri paesi a livello mondiale.

Apple sceglie Napoli, l’assessore Panini: “Scelta che ci riempie di orgoglio”
Di Antonio Galluccio

NAPOLI – “Che Apple scelga Napoli come primo centro di sviluppo in Europa delle applicazioni per il sistema operativo dei dispositivi mobili dell’azienda è una notizia che ci riempie di orgoglio.

La scelta di Apple sicuramente tiene conto della presenza di un terreno molto fertile ed avanzato sui temi dell’ICT, dell’innovazione, della ricerca; di una città creativa per antonomasia; di un contesto universitario molto importante; di una rinnovata percezione della città da parte della grande stampa d’oltreoceano vista come una città innovativa e un brand straordinario a livello mondiale.

La scelta di un istituto partner a Napoli, la centralità data agli insegnanti che verranno sostenuti e la messa a disposizione di un indirizzo specialistico per formare migliaia di futuri sviluppatori rappresenta un’opportunità unica per la crescita del territorio e perché i giovani della città più giovane d’Europa abbiano una ragione in più per rimanere e contribuire allo sviluppo di Napoli.

Sappia il Ceo di Apple, Tim Cook, che saremo onorati di poterlo incontrare quanto prima e sappia fin d’ora che troverà in noi un’amministrazione pronta a soddisfare bene e rapidamente ogni esigenza per realizzare al meglio il progetto di Apple, grande azienda e potente motore di crescita”.

Lo ha dichiarato in una nota l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Enrico Panini.

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mercoledì 25 novembre 2015

Inaugurato a Scampia lo sportello antiviolenza “Gelsomina Verde”

NAPOLI. Il 21 novembre abbiamo partecipato alla prima edizione dell’assegnazione Premio “Gelsomina Verde”, il quale è andato a diversi personaggi impegnati nella loro vita e professione per la divulgazione della cultura della legalità. In questa importante occasione di proclamazione di riscatto, non solo per il quartiere di Scampia ma dell’intera città di Napoli, è stato ricordato il barbaro assassinio di Gelsomina Verde, vittima innocente della camorra. Tutti gli illustri ospiti hanno ricordato quanto sia stato importante il lavoro delle Associazioni e della società civile negli ultimi anni in territori così aggrediti dal cancro della criminalità organizzata come quello di Scampia. 

L’Ente Terra Viva, durante la manifestazione alla presenza del Questore di Napoli Dottor Guido Marino, ha consegnato a Michele Spina ex dirigente commissariato Polizia di Scampia e alle forze di polizia il Premio “Speranza”. In questo contesto, alla presenza di Giancarlo Costabile docente Universitario di Pedagogia della Resistenza, dello scrittore giornalista Pino Aprile, di Ciro Corona Presidente dell’Associazione (R)Esistenza, si è inaugurato lo sportello Anti Violenza Gelsomina Verde gestito dall’Ente Terra Viva, il quale è a disposizione dell’utenza tutte le mattine dalle ore 09:30 alle ore 13:00 dal lunedì al venerdì presso via Arcangelo Ghisleri lotto P5. L’apertura di questo sportello fornirà uno strumento di contrasto e prevenzione alla violenza di genere in tutto il territorio di Scampia.

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martedì 22 settembre 2015

Metrò, la stazione di Toledo ora corre verso l'Oscar

«Accettazione della candidatura italiana “Stazione Toledo della Linea 1 della Metropolitana di Napoli” all’Ita Tunnelling Awards 2015» che si terrà ad Hagerbach in Svizzera il 19 novembre. Di cosa si tratta? La stazione della metro di Toledo - che già è stata premiata in tutta Europa come esempio di tecnica coniugata all’arte - concorre ora per avere l’Oscar, salire sul tetto del mondo. Ita tunnelling è la «Società Italiana Gallerie», associazione che da 40 anni divulga il know-how nel campo delle gallerie e delle grandi opere in sotterraneo. «È un’associazione - si legge sul suo sito - con fini culturali di tipo aperto che cura la promozione, il coordinamento e la divulgazione di studi e ricerche nel campo e nel’arte della costruzione delle gallerie e delle grandi opere sotterranee». La società ha sede a Milano e la scelta della stazione Toledo è un omaggio a Giannegidio Silva, scomparso a luglio e che è stato per 20 anni un milanese-napoletano, anni dedicati alla costruzione del metrò dell’arte. «È con grande piacere che portiamo a conoscenza della città di Napoli dell’accettazione della candidatura italiana presentata da Metropolitana di Napoli e Metropolitana Milanese - si legge ancora sul sito - per la categoria ”Innovative use of underground space della Stazione Toledo sulla tratta Dante-Garibaldi». Politecnici, associazioni professionali, studiosi ritengono che «La Stazione Toledo, con la grande galleria di collegamento tra pozzo laterale e gallerie di banchina che ne contraddistingue la configurazione rispetto alle altre stazioni della tratta, rappresenta un capolavoro di ingegneria ed architettura: oltre alle complesse opere geotecniche che si sono rese necessarie per garantire la stabilità degli scavi ed il controllo dei cedimenti nei terreni in falda, la stazione «è caratterizzata da elementi architettonici incredibili con un gioco di colori e di luci che rende unica l’opera».
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domenica 20 settembre 2015

Napoli, a piazza Bellini la folla aiuta gli agenti a inseguire e arrestare due spacciatori


Due spacciatori sono stati arrestati dalla polizia a piazza Bellini, nel centro di Napoli. In

occasione del weekend gli agenti della sezione Volanti dell'Upg della Questura hanno attuato un servizio di vigilanza più assidua nella zona. I poliziotti hanno notato la presenza di due cittadini africani, colti sul fatto mentre si concretizzava lo scambio droga-soldi con un acquirente.

I due, O.J. di 19 anni e H.K. di 22 anni, entrambi africani, hanno tentato la fuga ma sono stati subito bloccati dagli agenti, aiutati dalla folla di persone presenti in una delle piazze della «movida»
napoletana e dalla rovinosa caduta a terra di uno dei due spacciatori. Sono state sequestrate 5 dosi di hashish e 8 dosi di marijuana occultate negli slip del 25enne, mentre il 19enne era in possesso di
due dosi di hashish. Entrambi sono stati portati nel carcere di Poggioreale.

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sabato 29 agosto 2015

Napoli, parcheggiatore abusivo minaccia automobilista: arrestato

Ha minacciato un automobilista, perché colpevole di non avergli pagato il parcheggio, ma è stato arrestato dagli agenti della polizia, a Napoli.

A finire in manette, perché responsabile del reato di tentata estorsione, è stato M. D. M., di 66 anni. L'uomo, improvvisatosi parcheggiatore, in Via Sedil di Porto, altezza Calata Santi Cosma e Damiano, pretendeva del denaro da un automobilista per aver parcheggiato la sua autovettura in una zona da lui «monitorata».

La vittima ha detto di non essere in possesso di monete ma, nonostante ciò il 66enne annunciava ritorsioni fisiche qualora l'uomo avesse nuovamente parcheggiato in quella zona.

L'immediata denuncia dell'automobilista alla Polizia, ha consentito di sorprendere in flagranza il parcheggiatore mentre era seduto in strada. I poliziotti hanno arrestato il parcheggiatore abusivo, sottoponendolo al regime degli arresti domiciliari, in attesa d'esser giudicato, oggi, con rito per direttissima.

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domenica 26 luglio 2015

Luiss, la più giovane laureata della storia è una studentessa campana


È la più giovane laureata della storia della Luiss e tra le più giovani d'Italia. Si chiama Adele Brunitto, e a soli 21 anni conseguirà oggi una laurea Magistrale in International Management, bruciando tutte le tappe e arrivando al traguardo con una tesi sul tema della corporate brand positioning e sui big data.


Nata ad Aversa in provincia di Caserta, Adele diventa molto presto una cittadina globale. Segue la famiglia negli Stati Uniti dove frequenta le Medie prima, e poi la prestigiosa Northern High School nel Maryland. Dopo il liceo, torna in Italia e qui sceglie la Luiss per perfezionare i suoi studi. Un primo titolo Triennale in Economics&Business in lingua inglese e poi il desiderio di proseguire sempre in Luiss con un Biennio specialistico sempre a vocazione internazionale. Adele, grazie all'esperienza Erasums all'estero, a Madrid, conosce perfettamente lo spagnolo, oltre all'inglese madrelingua, e sta imparando il cinese. Il suo mantra è sempre stato «Never give up», non smettere mai di lottare per le cose in cui credi. «Siamo davvero orgogliosi oggi di festeggiare la laurea di una giovanissima studentessa di appena 21 anni. Un vero talento italiano - dichiara il Direttore Generale della Luiss, Giovanni Lo Storto - che ci auguriamo porti nel mondo la sua intelligenza e preparazione conseguita in Luiss. A lei i migliori auguri per un futuro di grandi successi come merita».

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venerdì 10 luglio 2015

A Sant’Antimo premio nazionale per la migliore raccolta di carta e cartone

Sant’Antimo (Napoli) – All’Hotel Quirinale in via Nazionale a Roma, nell’ambito della 22esima edizione di Comuni Ricicloni, kermesse nazionale di Legambiente, tra i 1520 comuni campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, oggi  è stato premiato il Comune di Sant’Antimo con una menzione speciale attribuita da Comieco come migliore comune del Sud Italia per il riciclo ed il recupero degli imballaggi di carta e cartone.

Di seguito la motivazione con cui il Consorzio che recupera materiali cellulosici  ha premiato il Comune e il Convenzionato Cite Scarl: “Si è messo in evidenza per la costante crescita della raccolta differenziata di carta e cartone fatta registrare nell’ultimo triennio 2012 – 2014. Il procapite totale di raccolta carta e cartone, infatti, è cresciuto di 11 kg/ab-anno, passando dai 29 kg/ab-anno del 2012 ai 40 kg/ab-anno del 2014, con un incremento pari al 38%. Il fattore principale di tale incremento è legato alla crescita della raccolta di carta presso le famiglie che si attesta, nel 2014, sui 27,7 kg/ab-anno, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente e pari al 75% in più rispetto al procapite medio provinciale. Dal 2013 il Comune fa parte del Club dei Ecocampioni della Campania. Tali risultati sono frutto del proficuo e costante impegno profuso dal Comune nella raccolta della differenziata e delle iniziative adottate e rivolte a tutta la popolazione, dalle scuole agli uffici ed alle famiglie, per arrivare alla recente apertura dell’isola ecologica e ai concorsi a premi nelle scuole”.

Quindi per Sant’Antimo ancora un successo, stavolta nazionale, si aggiunge al doppio riconoscimento ottenuto su scala regionale nell’ambito della 11esima edizione di Comuni Ricicloni, kermesse organizzata da Legambiente Campania lo scorso 11 giugno (premio speciale per la raccolta della carta e del cartone da Comieco e riconoscimento speciale per il Centro di Raccolta Comunale da Legambiente Campania).

A ritirare il premio, conferito dal Senatore Stefano Vaccari e dal presidente campano di Legambiente Michele Buonomo, per il Comune di Sant’Antimo c’erano la dirigente del settore ambiente, Lucia Nardi e per Cite Rossella Gallo. Entrambe hanno espresso soddisfazione per l’importante e prestigioso riconoscimento ricevuto innanzi a ad un parterre di sane amministrazioni comunali, massimi rappresentanti istituzionali del Parlamento italiano e tantissime eccellenze italiane che si sono raccontate le buone prassi e le ricette messe in campo per la valorizzazione dei materiali: dall’attivazione di servizi innovativi all’apertura dei centri di raccolta, dalla responsabilizzazione dei cittadini attraverso campagne di comunicazione efficaci a politiche di incentivazione che premiano i cittadini e le scuole virtuose, insomma tutto quello che da tre anni ormai accade a Sant’Antimo.

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venerdì 3 luglio 2015

Controlli a tappeto per la sicurezza stradale, sequestrati 353 scooter. In manette anche un 33enne di Sant’Antimo

SONY DSCHINTERLAND - 353 scooter sono stati sottoposti a fermo o sequestrati dai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, che hanno effettuato servizi contro fenomeni d’illegalità diffusa su tutta l’area di loro competenza (giuglianese, casoria e dintorni, nolano e vesuviano), in particolare per verificare e incrementare il numero degli utenti della strada che rispettano le regole per l’utilizzo del casco.

I controlli hanno portato al fermo amministrativo dei mezzi di 243 persone sorprese a circolare senza casco e al sequestro di quelli di altri 80 cittadini che circolavano senza copertura assicurativa. Oltre alle violazioni già citate sono state contestate altre 304 violazioni di vario genere, contestazioni che hanno portato il totale delle sanzioni a 154.998 euro. Denunciate in stato di libertà 31 persone, precisamente:

- 27 per guida di auto o scooter senza aver conseguito la patente;

- una per guida senza aver conseguito la patente e in stato di alterazione dovuta ad assunzione di droga;

- una per aver continuato a usare una vettura sottoposta a sequestro amministrativo (senza assicurazione) e affidata per l’esclusiva custodia in luogo chiuso;

- due per guida in stato di ebbrezza alcolica.

Nel contesto operativo è stato tratto in arresto un 33enne, il muratore Luigi D’Andrea, di Sant’Antimo, trovato in possesso di 70 grammi di hashish e che adesso è agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo.

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giovedì 11 giugno 2015

Giancarlo Siani, 30 anni fa l'articolo che decretò la sua condanna a morte

Trent'anni fa esatti, la pubblicazione sulle pagine del Mattino dell'articolo che molto probabilmente costò la condanna a morte da parte della camorra del giornalista Giancarlo Siani. Era il 10 giugno 1985 quando Siani parlò dei possibili scenari criminali campani in seguito all'arresto del boss di Torre Annunziata Valentino Gionta.

Se n'è parlato oggi al Pan di via De Mille durante il corso di formazione "In viaggio con la Mehari di Giancarlo Siani", promosso dall'Ordine dei Giornalisti della Campania e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. L'iniziativa rientrava nell'ambito del Protocollo di Intesa sottoscritto dai due enti promotori nel novembre del 2012, che annovera, tra i punti qualificanti, la sensibilizzazione a mezzo stampa alla cultura della legalità, a partire dai temi delle vittime di criminalità e dei beni confiscati alla camorra, e il monitoraggio della grave piaga dei cronisti minacciati, in collaborazione con l'osservatorio "Ossigeno per l'Informazione". L'incontro si è tenuto in una data non casuale, in quanto oggi 10 giugno ricorre il trentennale della pubblicazione sul quotidiano "Il Mattino" dell'articolo che costò la vita a Giancarlo Siani, ucciso il 23 settembre 1985 dai sicari del clan Nuvoletta. Il corso di formazione ha rappresentato, pertanto, il primo di una lunga serie di attività celebrative del 30° anniversario dell'uccisione di Siani e l'occasione per fare il punto sui delicati temi delle vittime innocenti della criminalità e della libertà di stampa, sia sul versante della tutela giuridica che su quello della comunicazione. I lavori sono stati introdotti dal presidente dell'Ordine Ottavio Lucarelli. Sono intervenuti la cronista de "Il Mattino" Daniela Limoncelli, il vicepresidente della Fondazione Polis e vicario episcopale per la Carità e la Pastorale Sociale della Diocesi di Napoli don Tonino Palmese, il segretario generale e il responsabile della comunicazione della stessa Fondazione, rispettivamente Enrico Tedesco e Salvatore Buglione. Ha moderato il presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Polis Geppino Fiorenza.

Ecco l'articolo pubblicato da "Il Mattino" del 10 giugno 1985 da Giancarlo Siani.

Potrebbe cambiare la geografia della camorra dopo l'arresto del super latitante Valentino Gionta. Già da tempo, negli ambienti della mala organizzata e nello stesso clan dei Valentini di Torre Annunziata si temeva che il boss venisse «scaricato», ucciso o arrestato.

Il boss della Nuova famiglia che era riuscito a creare un vero e proprio impero della camorra nell'area vesuviana, è stato trasferito al carcere di Poggioreale subito dopo la cattura a Marano l'altro pomeriggio. Verrà interrogato da più magistrati in relazione ai diversi ordini e mandati di cattura che ha accumulato in questi anni. I maggiori interrogativi dovranno essere chiariti, però, dal giudice Guglielmo Palmeri, che si sta occupando dei retroscena della strage di Sant’Alessandro.

Dopo il 26 agosto dell'anno scorso il boss di Torre Annunziata era diventato un personaggio scomodo. La sua cattura potrebbe essere il prezzo pagato dagli stessi Nuvoletta per mettere fine alla guerra con l’altro clan di «Nuova famiglia», i Bardellino. I carabinieri erano da tempo sulle tracce del super latitante che proprio nella zona di Marano, area d’influenza dei Nuvoletta, aveva creduto di trovare rifugio. Ma il boss di Torre Annunziata, negli ultimi anni, aveva voluto «strafare».

La sua ascesa tra il 1981 e il 1982: gli anni della lotta con la «Nuova camorra organizzata» di Raffaele Cutolo. L’11 settembre 1981 a Torre Annunziata vengono eliminati gli ultimi due capizona di Cutolo nell'area vesuviana, Salvatore Montella e Carlo Umberto Cirillo. Da boss indiscusso del contrabbando di sigarette (un affare di miliardi e con la possibilità di avere a disposizione un elevato numero di gregari) Gionta riesce a conquistare il controllo del mercato ittico.

Con una cooperativa, la Do. Gi. pesca (figura la moglie Gemma Donnarumma), mette le mani su interessi di miliardi. È la prima pietra della vera e propria holding che riuscirà a ingrandire negli anni successivi. Come «ambulante ittico», con questa qualifica è iscritto alla Camera di Commercio dal ‘68, fa diversi viaggi in Sicilia dove stabilisce contatti con la mafia. Per chi può disporre di alcune navi per il contrabbando di sigarette (una viene sequestrata a giugno al largo della Grecia, un'altra nelle acque di Capri) non è difficile controllare anche il mercato della droga.

È proprio il traffico dell'eroina uno degli elementi di conflitto con gli altri clan in particolare con gli uomini di Bardellino che a Torre Annunziata avevano conquistato una fetta del mercato. I due ultimatum lanciati da Gionta (il secondo scadeva proprio il 26 agosto) sono alcuni dei motivi che hanno scatenato la strage. Ma il clan dei Valentini tenta di allargarsi anche in altre zone. Il 20 maggio a Torre Annunziata viene ucciso Leopoldo Del Gaudio, boss di Ponte Persica, controllava il mercato dei fiori di Pompei. A luglio Gionta acquista camion e attrezzature per rimettere in piedi anche il mercato della carne. Un settore controllato dal clan degli Alfieri di Boscoreale, legato a Bardellino.

Troppi elementi di contrasto con i rivali che decidono di coalizzarsi per stroncare definitivamente il boss di Torre Annunziata. E tra i 54 mandati di cattura emessi dal Tribunale di Napoli il 3 novembre dell'anno scorso ci sono anche i nomi di Carmine Alfieri e Antonio Bardellino. Con la strage l'attacco è decisivo e mirato a distruggere l’intero clan. Torre Annunziata diventa una zona che scotta. Gionta Valentino un personaggio scomodo anche per gli stessi alleati. Un’ipotesi sulla quale stanno indagando gli inquirenti e che potrebbe segnare una svolta anche nelle alleanze della «Nuova famiglia». Un accordo tra Bardellino e Nuvoletta avrebbe avuto come prezzo proprio l’eliminazione del boss di Torre Annunziata e una nuova distribuzione dei grossi interessi economici dell’area vesuviana. Con la cattura di Valentino Gionta salgono a ventotto i presunti camorristi del clan arrestati da carabinieri e polizia dopo la strage.

Ancora latitanti il fratello del boss, Ernesto Gionta, e il suocero, Pasquale Donnarumma.

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domenica 17 maggio 2015

Caserta. Figli di vittime del clan dei Casalesi fondano insieme una start up ecologica

Accomunati dal tragico destino di essere figli di vittime della camorra casalese, Massimiliano Noviello e Gennaro Del Prete hanno deciso di ripartire proprio dal Casertano creando una coop per la rivendita di prodotti ecologici e compostabili (dai bioshopper ai prodotti per l'agricoltura a quelli usa e getta per la ristorazione).

La start-up si chiama «Ventuno» ed è stata presentata, nell'ambito di «Memoria, Impegno e Riscatto», l'evento organizzato a Castel Volturno da Legambiente, Federazione Antiracket Italiana, Comitato Don Peppe Diana e Slow Food Campania ieri, 16 maggio, nel giorno del settimo anniversario della morte di Domenico Noviello, padre di Massimiliano, ucciso sette anni fa. Gennaro è invece figlio di Federico Del Prete, il sindacalista ucciso nel 2002 dai killer del clan casertano.

La coop distribuirà sul territorio campano e nei supermercati buste biodegradabili e compostabili a norma, contrastando così i sacchetti illegali altamente diffusi in Campania dove si calcola, sono prodotti circa 1,3 miliardi di shopper illegali, pari a oltre 10.000 tonnellate di sacchetti non conformi. La nuova azienda ha sede legale a Castel Volturno e sede operativa a Carinaro e a breve gestirà un bene confiscato a Mondragone ed ha avuto il riconoscimento dell'Asips, l'azienda speciale della Camera di commercio di Caserta.

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venerdì 10 aprile 2015

Napoli, defibrillatori sui mezzi pubblici dell’Anm

Napoli – Anche un defibrillatore in metrò può salvare la vita. Con questo obiettivo parte il “progetto salvavita” finalizzato nei casi di emergenza, alla tutela della salute dei passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici.

A presentare l’iniziativa, nella sala Giunta del Comune di Napoli, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Mario Calabrese, l’amministratore unico dell’Anm, Alberto Ramaglia, il presidente della Commissione Infrastrutture e Mobilità, Giovanni Formisano, e Antonio Letteri della onlus “Carmine Speranza”.

Un progetto pilota promosso dall’amministrazione comunale e curato dall’Azienda Napoletana Mobilità, assieme all’associazione intitolata ad un giovane sportivo rapito dalla “morte improvvisa”.

Uno di quei 60mila decessi annui dovuti all’assenza di defibrillatore. Una vita spezzata ogni 8 minuti. Casi dispersi tra le brevi di cronaca, con l’eccezione del trauma di Piermario Morosini, calciatore del Livorno morto tre anni fa a Pescara, sotto gli occhi delle telecamere. “In quel caso il defibrillatore c’era, ma parte del problema è anche la scarsa capacità di farne uso” sottolinea Lettieri.

Il progetto pilota prevede in una prima fase di dotare di 10 defibrillatori semiautomatici le principali stazioni della Linea 1 metropolitana: Garibaldi, Vanvitelli, Museo, Toledo, Piscinola, Chiaiano; le stazioni superiori delle Funicolari Centrale e Montesanto; il capolinea bus di Via Brin e il parcheggio del Centro Direzionale.

L’obiettivo è corredare gradualmente, l’intero sistema integrato dei trasporti Anm (gomma, ferro e parcheggi) di questo importante strumento salvavita. Affinché non capiti quanto accadde tempo fa ad un utente, della Funicolare centrale, spirato mentre era in una carrozza.

Per l’utilizzo dei defibrillatori è prevista la formazione di 250 unità scelte tra il personale addetto Anm, in parte somministrata dall’azienda, in parte a cura della Onlus “Carmine Speranza”.

Addetti di stazione, operatori Fta e di controlleria saranno impegnati ciascuno in una sessione di otto ore di corso per acquisire le competenze necessarie a praticare correttamente la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore in caso di arresto cardiaco.

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giovedì 26 febbraio 2015

Città della Scienza, il 4 marzo «grande festa della ricostruzione»

Distruggere, ricostruire. Il 4 marzo, in occasione dei due anni dall'incendio doloso che ha distrutto gran parte di Città della Scienza a Napoli, la Fondazione Idis ha organizzato «La Grande Festa della ricostruzione».

Una festa che inizierà al mattino, con Museo Porte Aperte, la Mostra «Il Mare» e l'Officina dei Piccoli Laboratori, animazioni e dimostrazioni scientifiche, incontri e visite guidate per gli studenti e tutti i giovani amici di Città della Scienza. Toccherà poi a Music School Festival. Lip Dub per la ricostruzione di Città della Scienza nel Teatro Galilei 104, un evento speciale in collaborazione con il Polo Qualità di Napoli - Ufficio Scolastico Regionale per la Campania. Per l'occasione gruppi musicali formati dagli studenti campani danno vita a un Lip Dub per la ricostruzione di Città della Scienza.

Nel pomeriggio,l'appuntamento è «a tu per tu con la ricerca: idee, brevetti, innovazioni, ricercatrici e ricercatori per Città della Scienza». Per l'evento, Università, Centri di ricerca, Associazioni, rinnovano il loro sodalizio con Città della Scienza, attraverso una presenza caratterizzata da dimostrazioni, esperimenti e presentazioni; un'occasione ulteriore per conoscere le attività di alcune delle eccellenze nel campo della ricerca scientifica e della vita culturale del nostro territorio. Nel padiglione Marie Curie, apertura della mostra fotografica «Messa a fuoco»: i fotografi Antonio Biasiucci, Fabio Donato, Mimmo Jodice e Raffaela Mariniello offriranno il loro sguardo su Città della Scienza a due anni dall'incendio che ne ha devastato il Science Centre.

Nello stesso giorno, Ecsite, la principale rete di comunicazione scientifica in Europa, terrà a Città della Scienza il Consiglio d'Amministrazione. Attesi nel pomeriggio i saluti di Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza, e del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, insieme a quelli di Adriano Coni, direttore Segretariato Sociale Rai, e Guido Trombetti, vicepresidente della Regione Campania. La giornata prosegue con un altro appuntamento del Teatro Galiei 104 con «Ripensare le città: dagli spazi vuoti all'economia della conoscenza», una conversazione con Franco Purini, architetto - Università di Roma - La Sapienza, in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, Coinor, Dipartimento di Architettura e Scuola Politecnica delle Scienze di Base dell'Università di Napoli Federico II. In serata il concerto della Brigada Internazionale e Daniele Sepe. Il 7 marzo sera, infine, la scienza diventa rosa con una serata dal titolo «EfferveScienza», in occasione della Festa della donna.
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