domenica 20 gennaio 2013

A 23 anni era il reggente di un clan camorristico: arrestato


Era ricercato dal 28 giugno dello scorso anno. È stato catturato oggi Alessandro Sbordone, ritenuto a soli 23 anni l’attuale reggente del clan Fragnoli-Gagliardi-Pagliuca di Mondragone. Il boss è stato sorpreso dai carabinieri nella stazione ferroviaria di Formia, suo paese d’origine, da cui intendeva partire verso il Nord Italia per poi proseguire, probabilmente, la latitanza all’estero.
IL GIOVANE BOSS – Sbordone era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere: una per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e l’altra per minacce aggravate, porto di armi ed esplosione in luogo pubblico di colpi d’arma da fuoco. Il boss si era reso irreperibile la sera dello scorso 28 giugno, dopo una sparatoria eseguita contro due pregiudicati agli arresti domiciliari a Mondragone; un’azione che serviva ad affermare la supremazia delle piazze di spaccio del centro domiziano da parte del clan Fragnoli-Gagliardi-Pagliuca. Sbordone era sfuggita alla cattura anche lo scorso 4 dicembre nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Dda che ha avuto per destinatari 35 indagati per il reato associativo di traffico di stupefacenti, aggravata dall’aver agito al fine di agevolare la cosca.
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giovedì 17 gennaio 2013

«Scampia, non ci saranno le riprese della fiction Gomorra». Polemiche per uno striscione su Roberto Saviano


NAPOLI - «Non ci saranno le riprese della fiction Gomorra per le strade di Scampia». È quanto fa sapere Angelo Pisani, presidente della Municipalità che ha convocato oggi i cittadini del quartieri a nord di Napoli per decidere sulle riprese della fiction. «La produzione di Sky ci ha comunicato stamattina che a fine mese non ci saranno le riprese per le strade del quartiere - ha affermato - per noi è già una vittoria». «Ci confronteremo con la produzione - ha sottolineato - per arrivare a una soluzione e fino a quel momento ci hanno comunicato che non gireranno per strada». La soluzione, per Pisani, «è girare in studi cinematografici dove riprodurre gli ambienti».

«Scampiamoci da Saviano». Lo striscione appeso davanti al tavolo al quale siedono esponenti della società civile, della Municipalità di Scampia, scalda gli animi di chi partecipa all'assemblea organizzata dal presidente Angelo Pisani per discutere della fiction Gomorra che doveva trasformare il quartiere in un set. Antonio Piccolo, presidente di Arci Scampia, non ci sta «a prendere parte a un'assemblea dove è stato esposto un simile striscione». 

«Non sono assolutamente d'accordo», mette in chiaro. Sono parole che suscitano la reazione dell'autore della scritta, Alfredo Giacometti, imprenditore del settore pubblicitario e presidente del Movimento Lavoratore italiano.

«Saviano con il suo romanzo ha buttato solo fango - spiega, provando a non urlare -. Scampia è il diventata capitale di tutta la criminalità del mondo per colpa di un romanzo e della speculazione che ne è stata fatta. Saviano è stato un danno con quel suo romanzo». I cittadini, in verità non molti, lo hanno applaudito mentre il gruppo di persone della Rete Commons ha lasciato l'auditorium in segno di protesta perchè, come ha spiegato Egidio Giordano, «i termini del dibattito non devono essere questi». 

«Bisognava discutere - precisa - di giustizia sociale, riqualificazione del territorio, lavoro». Pisani prova a riportare la calma e toglie lo striscione. «Nessuno crede che Saviano sia il male assoluto». Le polemiche e il malcontento, però, non si fermano perchè i cittadini che qui abitano vogliono sentir parlare dei loro problemi e sono «stanchi - dicono - di essere sfruttati».
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Casalesi, pizzo e riciclaggio: arrestati 20 affiliati


AVERSA. I carabinieri di Aversa hanno arrestato venti persone ritenute appartenenti alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi, accusate di estorsione nei confronti di imprenditori ed esercenti dell'agro aversano. Gli arresti sono stati eseguiti tra la Campania e il Lazio. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e' stato scoperta anche un' attivita' di riciclaggio del 'pizzo', realizzata attraverso un traffico di autovetture rubate che ha visto secondo le accuse anche il coinvolgimento di imprenditori romani. Le auto rubate venivano rimesse in circolazione sui circuiti nazionali ed esteri dopo la modifica dei numeri di matricola e la falsificazione dei documenti e delle targhe, per farle risultare provenienti dalla Germania. I venti arrestati sono accusati anche di associazione mafiosa, possesso di armi e di riciclaggio di auto di grossa cilindrata. 

L'operazione, ha consentito di smantellare un gruppo di soggetti che esercitava un pressante controllo del territorio attraverso l'imposizione del metodo mafioso. Dalle indagini sono emerse numerose estorsioni ad imprenditori ed esercenti dell'agro aversano. I presunti esponenti del clan dei Casalesi destinatari delle ordinanze di custodia eseguite stamane si presentavano dagli imprenditori e dai commercianti dell'agro aversano per riscuotere il pizzo nell'imminenza delle festitivita' di Natale, Pasqua e Ferragosto. Dalle vittime pretendevano somme di denaro che, dicevano, sarebbero state destinate ai carcerati. In molte occasioni, invece, dicevano di essere stati mandati ''dagli amici di Casale di Principe'' e che era giunto il momento ''di mettersi a posto''. I proventi dell'attivita' estorsiva, estesa dal clan fino al basso Lazio, venivano poi riciclati attraverso l'immissione sul mercato di auto di grossa cilindrata rubate sia in Italia che all'estero. Le vetture finivano in concessionarie e autorivendite dopo la modifica dei numeri di matricola e dei documenti. Agli acquirenti venivano spacciate come automobili importate dalla Germania. I venti arresti eseguiti oggi dai carabinieri di Aversa sono frutto di indagini condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e sulla base di dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia. 

L'indagine ha smantellato il gruppo comandato dal 32enne Pietro Falcone, investito del ruolo di capozona da Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco alias Sandokan; Falcone era già stato arrestato a dicembre per le estorsioni alle televisioni locali cui venivano imposti cantanti neomelodici vicini alla cosca. Oggi è finito in carcere l'altro elemento di spicco del clan Salvatore Orabona, 40 anni. I due, il 12 dicembre del 2008, scamparono ad un attentato da parte di Giuseppe Setola e del suo gruppo di sicari che spararono contro le loro abitazioni a Trentola Ducenta 107 colpi di kalashnikov. Divennero poi famose le registrazioni audio captate dopo gli agguati quando i killer dissero «ora andiamoci a prendere il caffè».
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Operazione 'Alto Impatto': 7 in manette


MELITO. Nel corso dei servizi predisposti per bloccare le piazze di spaccio nel quartiere di Scampia e nei vicini comuni di Melito e Sant'Antimo, i carabinieri delle compagnie Stella e Giugliano in Campania, insieme a colleghi dei battaglioni Campania e Sicilia, hanno eseguito degli interventi ad “Alto Impatto” con il supporto di unità cinofile antidroga e di un elicottero dell’elinucleo di Pontecagnano (Sa). A Scampia è stato tratto in arresto un 25enne attualmente detenuto agli arresti domicilairi in una comunità di recupero per tossicodipendenti di Civitanova Marche (Mc). L'uomo, fermato e sottoposto a controlli mentre si aggirava con fare sospetto all’interno del Lotto P, sul viale della Resistenza, noto come “Case dei puffi”, area sotto l’influenza dei clan “Abbinante - Abete - Notturno”, ha declinato false generalità cercando di non far scoprire il suo stato di evasione e, una volta smascherato, ha tentato di darsi alla fuga venendo immediatamente bloccato e condotto nella casa circondariale di Poggioreale.

Melito di Napoli è stato tratto in arresto Antonio Lemaire, 49 anni, residente in via Budapest, già noto alle forze dell'ordine, sorpreso in possesso nel corso di perquisizione nella cantina della sua abitazione, di 249 dosi di crack (250 grammi) e 18 dosi di cocaina (10 grammi). Arresto anche per Ciro Di Masi, 34enne, residente a Napoli in via Ghisleri, già noto alle forze dell'ordine, sorpreso in via Lussemburgo, nel “Rione 219”, mentre spacciava insieme ad altri individui. L’intervento dei militari dell'Arma ha portato al rinvenimento in un vano contatori di 53 dosi di crack (55 grammi, 21 dosi di cocaina (10 grammi), 14 confezioni di marijuana (20 grammi) e 3 pezzi di hashish (10 grammi). Manette anche per Mariano Anania 40enne, residente a Melito, incensurato. A seguito di perquisizione nella sua abitazione è stato trovato in possesso di 40 pezzi di hashish e di 175 euro in banconote di vario taglio oltre a un bilancino elettronico di precisione, materiale che teneva in un mobile della camera da pranzo.

Sant’Antimo, e’ stato arrestato Armando Castaldo 43 anni, di Vittoria Sebastiano 42 anni, e Antimina Castaldo 23 anni, tutti del luogo e incensurati. Nel corso di perquisizione nella loro abitazione a Sant’Antimo alla traversa Salvatore Russo, è stato scoperto che i 3 avevano organizzato una complessa attività di confezionamento e vendita di stupefacenti. Nella casa sono stati rinvenuti e sequestrati 300 grammi circa di marijuana, 20 grammo di cocaina, 50 grammi di mannitolo (sostanza usata per tagliare la cocaina) e un bilancino elettronico di precisione. Tutto il materiale era tenuto nascosto in mezzo a vari abiti all’interno della lavatrice. Armando Castaldo, Antonio Lemaire, Ciro Di Masi e Mariano Anania sono stati tradotti a Poggioreale. Vittoria Di Sebastiano e Antimina Castaldo nella casa circondariale di Pozzuoli.

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Bloccati con un Kalashnikov: 2 arresti a Sant'Antimo

SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno arrestato con l'accusa di detenzione di arma da guerra e ricettazione, Lorenzo Cacace di 28 anni, residente a Sant’Antimo in via Nicola Romeo e Salvatore Monfregola di 26 anni, domiciliato a Sant’Antimo in via Flagiello, entrambi già noti alle forze dell'ordine. I due sono stati sorpresi in via S. Russo mentre prelevavano da un’area industriale dismessa, un sacchetto nero contenente una micidiale arma da guerra: un fucile mitragliatore Kalashnikov calibro 7,62 senza matricola e con il caricatore pieno. Mentre continuano le indagini per verificare per quale motivo i due stessero prendendo l’arma, il mitragliatore è stato inviato al raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma, per verificare il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o intimidazione. Cacace e Monfregola sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale.
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mercoledì 16 gennaio 2013

Successo mondiale per i prodotti alimentari campani


Corre il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari campani che nel terzo trimestre del 2012 ha raggiunto 2,1 miliardi di euro, superando la quota dell’export complessivo del 2011 attestatasi a 1,9 miliardi di euro. Lo rileva la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero. La maggior parte delle esportazioni interessa i paesi dell’Unione Europea per un valore stimato di 1,3 miliardi (+4,3%). Ma il “made in Campania” cresce anche negli Stati Uniti con 156 milioni di euro (+14,8%) e nei mercati asiatici dove si è avuto un incremento del +13,3% (234,4 milioni di euro).
SUCCESSO IN CINA – I prodotti più esportati sono, come sempre, pelati e conserve di pomodoro e vino. Vanno oltre confine anche l’ortofrutta fresca e l’olio, mentre aumenta i suoi viaggi all’estero la pasta. Uno dei mercati più floridi per il “made in Campania” è quello cinese, dove si registra un vero e proprio boom dei prodotti della dieta mediterranea: a Pechino, infatti, è in aumento la vendita di olio, di pasta e di vino.
AGROPIRATERIA – L’andamento sui mercati internazionali migliorerebbe se i prodotti fossero tutelati maggiormente dalla “agropirateria” internazionale, che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero – stima la Coldiretti – il falso made in Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre.
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La Campania è la regione più amata da TripAdvisor


Sui loro diari di bordo i turisti promuovono a pieni voti gli alberghi della Campania. TripAdvisor, il sito di recensioni di viaggio più grande al mondo, ha annunciato oggi i vincitori dell’undicesima edizione dei Travelers’ Choice® Hotel Awards 2013. La Campania è la regione italiana più premiata con 24 strutture ricettive sulle 117 omaggiate a livello nazionale. A differenza di altri premi dedicati al mondo dell’hotellerie, in questo caso i vincitori vengono decretati sulla base di milioni di recensioni e opinioni, scritte da viaggiatori di tutto il mondo, relative ad oltre 650.000 hotel. 
I MIGLIORI AFFARI – Sono Campani, e nello specifico della provincia di Napoli, i due alberghi che occupano le prime posizioni della classifica dei Migliori Affari nel Bel Paese. L’hotel ischitano Villa Janto (Casamicciola Terme) conquista la prima posizione della classifica Italiana e si posiziona sesto in Europa e decimo a livello mondiale. Medaglia d’argento a livello nazionale per l’Hotel Prestige Sorrento che in Europa conquista l’ottava posizione.
I MIGLIORI SERVIZI – Sono 5 le strutture della Campania presenti nella Top 10 italiana degli alberghi con il Miglior Servizio: primo posto per La Minerva di Capri, che sale anche sul podio più alto nella categoria Miglior Hotel Italiano di Piccole Dimensioni, una nuova sezione che premia gli alberghi con meno di 30 stanze. Al quinto posto un altro albergo caprese, l’Hotel Excelsior Parco. Le altre strutture sono tutte sorrentine: il Prestige (4°), Le Antiche Mura (7°) ed il Best Western Hotel La Solara (9°).
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