mercoledì 24 giugno 2015

Agguato a nipoti di Cutolo e Bardellino: ergastolo a Nicola Schiavone

Agguato SalzilloCasal di Principe – Quattro ergastoli, due condanne a 30 anni, due a 15 e un’assoluzione. E’ questo il verdetto di primo grado per il duplice omicidio di Antonio Salzillo e Clemente Prisco. I due, il primo nipote di Antonio Bardellino, l’altro di Raffaele Cutolo, furono uccisi nel 2009 a Cancello Arnone e le forze dell’ordine recuperano l’auto con i due corpi freddati dai killer in un canale.
All’ergastolo sono stati condannati: Nicola Schiavone, Massimo Russo, Francesco Barbato, Michele Ciervo. A 30 anni: Ernesto Arrichiello e Teresa Massaro. 15 anni a Roberto e Pasquale Vargas. Assolto il collaboratore di giustizia Salvatore Laiso.

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Sant'Antimo. Sorpresi con quasi 30 kg. di bionde illegali: 3 persone arrestate

di Matteo Giuliani
SANT'ANTIMO. I carabinieri hanno fermato tre persone che viaggiavano a bordo di una Mercedes mentre trasportavano un grosso quantitativo di sigarette di contrabbando. Il carico serviva per rifornire i rivenditori della zona. I tre sono stati arrestati dai militari dell'Arma in flagranza di reato. Si tratta 60enne, un 33enne e un 32enne residenti tutti a Gricignano di Aversa. I controlli sono scattati quando una pattuglia di carabinieri ha intercettato la mercedes che ha subito destato sospetti. All'alt dei militari i tre sono stati immediatamente identificati e perquisiti. I controlli sono scattati anche all'interno del bagagliaio della vettura e presso le loro abitazioni. In tutti sono state trovate 144 stecche di sigarette dal peso complessivo di 28 kg.
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lunedì 22 giugno 2015

Camorra, arrestato il latitante Cuccaro: la folla ostacola i carabinieri

Napoli – Quando i carabinieri di Torre Annunziata stavano per portarlo via c’è stata una ressa in strada, durante la quale la gente ha tentato di strapparlo dalle mani dei militari dell’Arma.

Luigi Cuccaro, latitante, reggente dell’omonimo clan di Napoli, è stato arrestato nella notte tra sabato e domenica, a Barra, quartiere del capoluogo campano e roccaforte del sodalizio criminale. Si nascondeva in casa del cognato, in un covo ricavato tra le pareti dell’ingresso, al quale si aveva accesso rimuovendo un attaccapanni.

Il ricercato avrebbe dovuto incontrare la moglie e il figlio piccolo proprio in quell’abitazione, dove era stata organizzata una festa per il suo onomastico.

Cuccaro era latitante da due anni. Su di lui pendono tre ordinanze di custodia cautelare emesse, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, per omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e al contrabbando.

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Camorra, chiesti 5 secoli di carcere per gli uomini del clan Lo Russo

di Viviana Lanza

Chiesti quasi cinque secoli di carcere complessivi per trentuno imputati, ritenuti affiliati al clan Lo Russo nella sua nuova versione, dopo il pentimento del capo storico Salvatore, un tempo esponente di spicco della camorra influente tra Miano, Secondigliano e l’area a nord di Napoli e oggi collaboratore di giustizia.

Per loro il pm anticamorra Enrica Parascandolo ha concluso la requisitoria con richieste di condanna severe. Camorra e droga, le accuse: associazione di stampo camorristico e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, l’antico business del clan che esercita il controllo del malaffare tra Miano e il rione Sanità.

Diciotto anni di reclusione sono stati chiesti per i fratelli Carlo e Mario Lo Russo, indicati come elementi di vertice del clan di famiglia. La stessa pena è stata proposta anche per Antonio Cardillo. Luigi Russo (più otto per un altro capo di imputazione) e Pietro Polverino. Venti anni di carcere è la condanna invocata per Ciro Culiersi, Vincenzo Bonavolta, Gennaro Palumbo, Salvatore Silvestri (più otto per un altro capo di imputazione).

L’elenco delle richieste del pm prosegue con i 12 anni di reclusione chiesti per Maria Barato, Daniele Culiersi, Ignazio D’Angelo, Gianluca Madonna, Salvatore Marino, Alessandro Paravano, Salvatore La Hara, Carlo Nappello; 10 anni per Angela Borzacchiello, Emmanuel D’Abile; 15 anni per Antonio Cinicolo, Pietro Simonetti, Salvatore Cerchio, Francesco Brillante; 16 anni di carcere per Francesco Saverio Cinicolo, Gabriele Vallefuoco, Antonio De Simini, Valerio Nappello, Luciano Pompeo; 14 anni Pasquale Luongo e Emanuele Prota; 9 anni per Massimo Della Ragione.

L’assoluzione è stata chiesta per Vincenzo Agrillo. Gli imputati sono processati con rito abbreviato e al termine delle arringhe degli avvocati del collegio di difesa il giudice Pepe firmerà la sentenza, atto conclusivo del primo grado di giudizio.

L’inchiesta, culminata nel maxiblitz a settembre 2014, ha ricostruito il nuovo organigramma del clan di Miano e i cambiamenti che ha affrontato dopo il pentimento dello storico capoclan Salvatore e l’arresto del figlio di questi, Antonio Lo Russo, il giovane boss con la passione del calcio, noto per essere stato fotografato a bordocampo allo stadio San Paolo e che aveva preso le redini del clan di famiglia decidendo di proseguire l’attività criminale del gruppo.

Agli atti delle indagini le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, intercettazioni e risultati di indagini lunghe e complesse condotte dai carabinieri e coordinate dai pm Henry John Woodcock e Enrica Parascandolo della Dda napoletana.

Ognuno nel clan aveva compiti ben precisi: dalla scorta armata alle estorsioni, dalla gestione della cassa al controllo delle piazze di spaccio e, come in stile di camorra, c’era anche chi aveva abilità e compiti da killer. Il clan Lo Russo è storicamente noto con il soprannome dei Capitone. A sfogliare le carte dell’inchiesta pare che quello dei soprannomi sia un aspetto a cui gli affiliati del clan dovevano tenere particolarmente.

Tutti quelli che avevano un ruolo all’interno dell’organizzazione avevano un alias. E’ un elenco di varia e discutibile fantasia camorrista, quello dei soprannomi svelati dai pentiti o intercettati durante i colloqui captati dagli 007 dell’Antimafia: O Cardillo ‘e Padre Pio, Birretella e omm’bello, ‘o Biondo, ‘o calabrese, cenzore, ‘o cecato, ‘o gigante, Giggiotto, Lelle’, ‘o pavone, Totore Attila, masaniello, Luchetto, ‘o pazzo, ‘o chiatto, ‘o becchino, Giovannone, Bijioux. 
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martedì 16 giugno 2015

Spaccio di eroina a Scampia, nei guai una donna di Sant’Antimo

SANT’ANTIMO – Beccata mentre spacciava droga. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella hanno arrestato per spaccio e detenzione di stupefacente Ranucci Maria, 35 anni, residente a Sant’Antimo, già nota alle forze dell’ordine.

La donna è stata notata in via Ghisleri, nel complesso di edilizia popolare chiamato “Lotto “T/A”, area sotto l’influenza del clan camorristico “Abete-Notturno”, mentre spacciava stupefacenti a giovani acquirenti.

Bloccata e perquisita la donna è stata trovata in possesso di 20 grammi di eroina, divisa in 23 dosi, contenuti in un pacchetto di sigarette che la aveva nascosto dietro la ruota di un’auto in sosta e di 22 euro in denaro contante, ritenuti provento d’illecita attività.

L’arrestata è stata tradotta nel carcere di Pozzuoli.
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venerdì 12 giugno 2015

Ecco Gomorra 2: 12 puntate con le «boss» eredi di donna Imma e Savastano padre contro il figlio Genny

Due auto nere di grossa cilindrata entrano nel garage di un capannone industriale: scendono il boss in declino Pietro Savastano (Fortunato Cerlino), appena evaso dal carcere di massima sicurezza del Nord dov'era recluso, e i suoi fedelissimi che lo informano dell'agguato che ha lasciato il figlio Genny (Salvatore Esposito) in fin di vita.

È uno dei primi ciak di 'Gomorra 2', che riprenderà la narrazione esattamente dove si era interrotta la prima serie-evento ispirata al best seller di Roberto Saviano, trasmessa ad oggi in 113 Paesi al mondo («un record assoluto», sottolinea Andrea Scrosati, Executive Vice President Programming, Cinema, Entertainment, News & Partner Channels di Sky Italia).

La scena in questione, pur essendo ambientata a Bergamo, è stata girata ieri nello stabilimento di Nola (per l'esattezza in località Bosco Fangone) della società di trasporto e logistica A.ba.co, dove la troupe ha accolto una visita sul set di giornalisti arrivati da tutta Europa. La seconda serie è già stata opzionata da moltissimi Paesi che hanno trasmesso la prima (e in tanti hanno garantito l'acquisto della serie finchè durerà, per ora è già certa la produzione di un terzo capitolo).

E per la verità le riprese sono iniziate già a fine aprile in Germania e «termineranno a fine ottobre -spiega Riccardo Tozzi di Cattleya, che produce la serie insieme a Sky Atlantic, Fandango e alla tedesca Beta- e toccheranno anche la Croazia e il Sudamerica». Ma in questi giorni si girano le scene che apriranno la serie, in onda nella primavera 2016.

Nel segno del divieto di qualsiasi forma di 'spoiler', della trama dei 12 nuovi episodi autori e protagonisti hanno rivelato molto poco. Quello che si sa è che dal secondo episodio in poi la serie la serie farà un salto narrativo in avanti. Finita irrimediabilmente l'era in cui il clan Savastano regnava incontrastato e uscita di scena Donna Imma (interpretata da Maria Pia Scalzone), dopo l'esecuzione ordinata dall'infedele Ciro (Marco D'Amore), fanno il loro ingresso due nuove figure femminili destinate a prendere ruoli di potere in una guerra senza quartiere che terrà banco nella seconda serie.

Una guerrà che vedrà sfidarsi «tutti contro tutti» i quattro aspiranti al controllo di Secondigliano: Ciro, Salvatore Conte (Marco Palvetti) e perfino i due Savastano, il padre Pietro contro il figlio Genny. Il futuro apparterrà a chi sarà in grado di stringere l'alleanza più forte (il primo che aveva provato a proporne una, già alla fine della prima serie, era stato Conte). O forse quella più inaspettata.

In questo scenario avranno due ruoli chiave Patrizia (interpretata da Cristiana Dell'Anna), capocommessa nel negozio di moda dove si servono tutte le donne più in vista di Secondigliano e dunque un 'orecchio' che si rivelerà utilissimo per suo zio, Malamò, luogotenente di Pietro Savastano. E ancora di più Annalisa, detta 'Scianel' (l'attrice Cristina Donadio), diventata 'reggente' dell'importante piazza di spaccio del fratello Zecchinetta, boss ucciso dai ragazzini di Genny nella prima stagione. Scianel si rivelerà una donna in grado di esercitare e gestire con grande intelligenza il potere, senza scrupoli e in modo duro e spietato. «Scianel -spiega Cristina Donadio- ne ha viste di tutti i colori ed ha un'intelligenza istintiva ed animalesca oltre ad una spiccata attitudine al comando. Sto lavorando molto sulla gestualità, sulla voce e sullo sguardo: ed è un lavoro tutto a togliere e a non strafare. Anche perché la sceneggiatura è scritta talmente bene». Poi a proposito della Gomorra-mania nel mondo, Cristina racconta quanto le è accaduto ai Caraibi nello Stato di Trinidad e Tobago: «Anche lì sono malati della serie, che hanno visto su Hbo. Il presidente quando chiude le riunioni importanti o il carnevale di Trinidad dice in un napoletano stentato: 'stat senz penzier'....», conclude scatenando le risate di tutti i presenti.

Ma la seconda serie, tra tante conferme, presenta una novità importante anche nel cast tecnico: l'ingresso di un quarto regista. Ai tre della prima stagione, Stefano Sollima (che mantiene anche il ruolo di supervisore artistico), Francesca Comencini e Claudio Cupellini, arriva anche Claudio Giovannesi.

«Sono felicissimo - dice il nuovo arrivato - è la prima volta che mi confronto con la serialità e la cosa che mi piace di più di Gomorra è la commistione tra il forte realismo e i grandi archetipi shakespeariani». Il criterio di divisione del lavoro è quello dello scorso anno: ogni regista girerà alcuni episodi che avranno uno punto di vista particolare, che spesso è quello che segue alcuni dei personaggi più di altri. E anche quest'anno a seguire maggiormente i personaggi femminili sarà Francesca Comencini: «Una delle strade che 'Gomorra' ha aperto è anche questa: inserire uno sguardo femminile», dice la regista.

A scrivere la serie sono gli stessi sceneggiatori della prima: Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Ludovica Rampoldi e Maddalena Ravagli e resta anche la collaborazione di Roberto Saviano al soggetto di serie. «In realtà -spiega Sollima- la collaborazione di Roberto va ben oltre perché lui legge tutto quello che viene scritto e ci aiuta a far sì che tutto sia credibile», conclude il regista.
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giovedì 11 giugno 2015

Camorra, presi i “guagliuncielli” di Forcella: 60 arresti

Napoli – 61 le persone arrestate, più di 80 i capi di imputazione per due nuovi cartelli criminali nati nelle zone di Forcella e della Maddalena a Napoli e che tra i protagonisti vedono anche la terza generazione del clan Giuliano e Mazzarella.

La squadra mobile di Napoli, su impulso di un’indagine della direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha sgominato le nuove leve della camorra napoletana attiva nel centro storico.

Una “paranza di guagliuncelli”, così come è stata definita nelle intercettazioni telefoniche, che vessava con estorsioni commercianti, ambulanti, parcheggiatori abusivi e pizzerie del centro storico, effettuava raid armati a scopo intimidatorio, omicidi e controllava il traffico di stupefacenti.

I due cartelli criminali contrapposti erano le famiglie Amirante-Brunetti-Giuliano-Sibillo da un lato e Mazzarella Del Prete dall’altro.

I dettagli dell’operazione, che ha messo in evidenza l’assenza di denuncia da parte dei commercianti vessati, sono stati forniti durante una conferenza dal capo della procura di Napoli, Giovanni Colangelo, dal questore Guido Marino e dal capo della Mobile, Fausto Lamparelli.

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