giovedì 26 febbraio 2015

Città della Scienza, il 4 marzo «grande festa della ricostruzione»

Distruggere, ricostruire. Il 4 marzo, in occasione dei due anni dall'incendio doloso che ha distrutto gran parte di Città della Scienza a Napoli, la Fondazione Idis ha organizzato «La Grande Festa della ricostruzione».

Una festa che inizierà al mattino, con Museo Porte Aperte, la Mostra «Il Mare» e l'Officina dei Piccoli Laboratori, animazioni e dimostrazioni scientifiche, incontri e visite guidate per gli studenti e tutti i giovani amici di Città della Scienza. Toccherà poi a Music School Festival. Lip Dub per la ricostruzione di Città della Scienza nel Teatro Galilei 104, un evento speciale in collaborazione con il Polo Qualità di Napoli - Ufficio Scolastico Regionale per la Campania. Per l'occasione gruppi musicali formati dagli studenti campani danno vita a un Lip Dub per la ricostruzione di Città della Scienza.

Nel pomeriggio,l'appuntamento è «a tu per tu con la ricerca: idee, brevetti, innovazioni, ricercatrici e ricercatori per Città della Scienza». Per l'evento, Università, Centri di ricerca, Associazioni, rinnovano il loro sodalizio con Città della Scienza, attraverso una presenza caratterizzata da dimostrazioni, esperimenti e presentazioni; un'occasione ulteriore per conoscere le attività di alcune delle eccellenze nel campo della ricerca scientifica e della vita culturale del nostro territorio. Nel padiglione Marie Curie, apertura della mostra fotografica «Messa a fuoco»: i fotografi Antonio Biasiucci, Fabio Donato, Mimmo Jodice e Raffaela Mariniello offriranno il loro sguardo su Città della Scienza a due anni dall'incendio che ne ha devastato il Science Centre.

Nello stesso giorno, Ecsite, la principale rete di comunicazione scientifica in Europa, terrà a Città della Scienza il Consiglio d'Amministrazione. Attesi nel pomeriggio i saluti di Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza, e del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, insieme a quelli di Adriano Coni, direttore Segretariato Sociale Rai, e Guido Trombetti, vicepresidente della Regione Campania. La giornata prosegue con un altro appuntamento del Teatro Galiei 104 con «Ripensare le città: dagli spazi vuoti all'economia della conoscenza», una conversazione con Franco Purini, architetto - Università di Roma - La Sapienza, in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, Coinor, Dipartimento di Architettura e Scuola Politecnica delle Scienze di Base dell'Università di Napoli Federico II. In serata il concerto della Brigada Internazionale e Daniele Sepe. Il 7 marzo sera, infine, la scienza diventa rosa con una serata dal titolo «EfferveScienza», in occasione della Festa della donna.
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mercoledì 25 febbraio 2015

Camorra, droga sotterrata nei boschi dei “Nuvoletta”. Notificate tre ordinanze

MARANO – I carabinieri del nucleo investigativo di napoli hanno notificato in carcere un’ordinanza di custodia cautelare, richiesta dalla locale direzione distrettuale antimafia, nei confronti di tre componenti dell’omonima famiglia camorristica (attiva nell’area nord della provincia di Napoli). Si tratta di:

-Nuvoletta Filippo alias “o’cecato” 34enne di mugnano di napoli;
-Nuvoletta Antonio 30enne di mugnano di napoli;
-Nuvoletta Filippo alias “o’russo” 48enne di marano di napoli;

I 3 sono ritenuti responsabili di concorso in detenzione di 6,6 kg di hashish (35 panetti) rinvenuti sotterrati nell’area boschiva di pertinenza della loro abitazione.
La droga è stata rinvenuta il 7 novembre 2014 durante l’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla procura di Napoli relativi alle abitazioni degli indagati, ritenendo che, anche se detenuti, nelle rispettive case e nelle pertinenze si potessero trovare ulteriori armi o altri elementi costituenti corpo di reato necessari alle investigazioni.
In effetti in quella circostanza grazie all’utilizzo di un rilevatore metallico, ispezionando meticolosamente il terreno dell’area boschiva pertinente alle abitazioni degli indagati, gli operanti captarono la presenza di ferro in un punto del sottosuolo.
Scavando venne fuori un secchio metallico all’interno del quale c’erano 35 panetti di hashish per circa 7 kg.
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Sant’Antimo, partorisce all’ottavo mese e muore dopo due settimane. Si sospetta caso di A/H1N1

rosaria_trudu
SANT’ANTIMO - Muore dopo due settimane di ricovero, ad ucciderla probabilmente il virus A/H1N1, comunemente conosciuto come influenza suina. Rosaria Trudu, 35 anni, era stata ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore lo scorso 11 febbraio in piena crisi respiratoria e incinta di otto mesi. I medici quel giorno intervennero d’urgenza, fecero nascere la piccola e provarono a salvare la mamma. La donna era stata trasferita prima all’Ascalese, poi al Cardarelli, ma dopo due settimane di coma il suo cuore ha smesso di battere.


Sgomento tra i familiari della giovane vittima che già cinque giorni prima di quell’11 febbraio si era recata in ospedale in seguito a una crisi respiratoria. Le venne diagnosticata solo una banale influenza, da curare con pochi medicinali perché al settimo mese di gravidanza. Dopo poco giorni però le condizioni della 35enne si sono aggravate con la diagnosi che cambia dopo il ricovero: Rosaria probabilmente era infetta dal virus dell’influenza suina. Ricoverata d’urgenza, la donna dà alla luce la figlia all’ottavo mese di gravidanza prima di entrare in come e morire due settimane dopo.
Ancora nessuna conferma sulla causa della morte. Rosaria lascia il marito ed un’altra figlia di appena 4 anni. Dolore e rabbia per amici e familiari oggi a Sant’Antimo per i funerali della giovane madre.
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giovedì 19 febbraio 2015

Sant’Antimo. Sanzionate le ditte che hanno causato dissesti stradali

Sant'Antimo. Sanzionate le ditte che hanno causato dissesti stradali
SANT'ANTIMO. Nell'ambito dei controlli del territorio gli agenti del Comando Polizia Locale hanno accertato che diverse ditte, nell'eseguire dei lavori stradali, non ripristinavano in condizioni di sicurezza le aree interessate dalle opere. Identificati i responsabili delle società in questione, a carico degli stessi sono state contestate diverse sanzioni in violazione delle norme del codice della strada con importi complessivi di circa euro tremila. Non si escludono provvedimenti ulteriori a carico dei responsabili laddove si configurino delle responsabilità diverse da quelle amministrative. Alle ditte sanzionate è stato intimato il ripristino dello stato dei luoghi, prontamente avvenuto con messa in sicurezza delle aree. I controlli sono stati estesi su tutto il territorio dove diverse sono le contestazioni a carico di ditte per occupazioni abusiva di suolo pubblico con ponteggi edili nell'ambito di opere di manutenzioni agli immobili, il tutto in violazione delle norme del codice della strada. Continueranno le attività degli uomini del comando sul territorio al fine di ristabilire le condizioni di sicurezza e lo stato dei luoghi.

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Camorra. Napoli, arrestato «'o buttafuori»: elemento di spicco del clan Grimaldi

I Carabinieri della stazione di Fuorigrotta, insieme a colleghi del nucleo operativo di Bagnoli hanno catturato a Napoli Alfonso Sorrentino, detto «'o buttafuori», 38 anni, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico dei Grimaldi attivo nel quartiere di Soccavo in contrapposizione a quello dei Vigilia. Sorrentino, ricercato dal 17 gennaio, dovrà espiare 6 anni e 8 mesi di reclusione a seguito di una condanna per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. I militari dell'Arma lo hanno individuato in via Luigi Mercantini nel quartiere Fuorigrotta, nel corso di servizi organizzati per la sua cattura, bloccandolo con un intervento che gli ha precluso ogni possibilità di fuga. Dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Secondigliano. Si tratta del secondo latitante arrestato oggi dai militari dell'Arma dopo Salvatore De Micco. A finire in manette - in un'operazione dei carabinieri della stazione di Fuorigrotta e dei colleghi del nucleo operativo di Bagnoli - è stato Alfonso Sorrentino, detto «'o buttafuori», 38 anni, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico Grimaldi operante nel quartiere di Soccavo in contrapposizione a quello dei Vigilia. L'uomo dovrà scontare 6 anni e 8 mesi di reclusione a seguito di condanna per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ed era ricercato dal 17 gennaio scorso. I militari l'hanno individuato in via Luigi Mercantini nel corso di servizi organizzati per la sua cattura, bloccandolo con un intervento che gli ha precluso la fuga.

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Camorra e rifiuti. I «tentacoli» del clan Zagaria nell'affare della cava di Chiaiano, assolto il fratello del boss dei Casalesi

di Marilù Musto

CASAPESENNA - L’intreccio tra Servizi segreti deviati, il boss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, e imprenditori nel settore dei rifiuti, per la magistratura sarebbe emerso nell’inchiesta sulle cave di Chiaiano che dovevano essere utilizzate dalla Fibe (sigla dei nomi delle imprese Fisia, Impregilo, Babcock e Evo) per sversare i rifiuti della provincia di Napoli e Caserta nel periodo dell’emergenza in Campania. La pedina che il boss Michele utilizzava per i suoi affari nel settore dei rifiuti era, per i pubblici ministeri, il fratello Pasquale, imprenditore «cresciuto» all’ombra di Michele. Da Casapesenna a Parma: Pasquale avrebbe potuto procurarsi tutto ciò che desiderava, grazie alla sua disponibilità economica. Solo che ieri, un po’ di quel castello di accuse che lo avevano portato in carcere a Cuneo è crollato.

Pasquale Zagaria è stato assolto dai giudici della corte di Appello di Napoli - presidente Rossella Catena - a due anni di distanza dall’inchiesta che lo vedeva coinvolto nei fatti di Chiaiano. In primo grado, nel luglio del 2013, il giudice Alberto Capuano di Napoli lo aveva condannato, con rito abbreviato, a 8 anni di carcere per truffa, estorsione e sequestro di persona, tutto aggravato dal metodo mafioso. Ieri mattina, il colpo di scena segnato dai legali difensori Angelo Raucci, Sergio Cola e Andrea Imperato.

L'accusatore

Ad accursarlo per primo era stato l’imprenditore Michelangelo Sposito che aveva raccontato agli inquirenti di essere stato sequestrato mentre erano in corso le trattative per la compravendita delle cave di Chiaiano, nelle quali anche lui, come il cognato Giosuè Riccardi, aveva un ruolo. I due, in particolare, avevano escogitato il piano per «spremere» la Fibe. Zagaria, gli intimò di consegnare l'intera somma di denaro, pari a circa tre miliardi di lire (1.500.000 euro)». In primo grado il giudice gli aveva creduto. In secondo grado, invece, no.
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lunedì 16 febbraio 2015

Sant'Antimo. Protesta dei lavoratori bengalesi: «Non siamo schiavi!»

di Sabrina Della Corte
I migranti con i loro cartelli di protesta a Sant'Antimo
SANT'ANTIMO. Sit in di protesta ieri di un centinaio di lavoratori bengalesi impiegati nelle fabbriche tessili dell'area nord di Napoli. Un folto gruppo di operai originari degli stati del sud est asiatico, hanno protestato contro le condizioni in cui sono costretti a lavorare dai loro datori di lavoro. Una storia lunga quella dei lavoratori bengalesi del settore tessile nel Napoletano. Tempo fa infatti avevano denunciato i loro datori di lavoro a causa dei "turni inumani a cui sono sottoposti, senza neppure una giusta retribuzione" e ora temono ritorsioni. Si sono riuniti in assemblea a Sant'Antimo proprio dopo la denuncia per aggressione presentata da uno degli imprenditori nei confronti di un suo operaio che lo aveva a sua volta denunciato per schiavitù . Dopo avere fatto tappa in piazza della Repubblica, i migranti si sono spostati nella sede dell'associazione "Dada Ghezo", dove l'incontro è proseguito.
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