lunedì 30 giugno 2014

Sant’Antimo. Tenta di uccidere moglie e figlia. Arrestato 51enne

SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno arrestato, per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un 51enne del posto. I militari, allertati da una richiesta d’aiuto pervenuta al 112, sono intervenuti e hanno bloccato l’uomo presso la sua abitazione subito dopo che lo stesso per futili motivi aveva cosparso di liquido infiammabile la figlia di 9 anni e la moglie 45enne, tentando anche di colpirle un grosso coltello da cucina. I carabinieri hanno accertato che analoghi episodi di violenza si ripetono da diversi anni. La moglie ha riportato dei graffi al braccio sinistro ed è stata giudicata guaribile in 1 giorno. Sul posto sono stati rinvenuti e sequestrati il coltello con una lama di 20 cm e il contenitore del liquido infiammabile. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Poggioreale.
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venerdì 27 giugno 2014

Camorra. Associazione a delinquere e favoreggiamento: 7 arresti a Giugliano

GIUGLIANO. I carabinieri del nucleo Investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il tribunale di Napoli, su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli, nei confronti di sette persone, tutte residenti a Giugliano, gravemente indiziate di appartenere al Clan Mallardo, operante nei comuni di Giugliano e Villaricca. Si tratta di Luigi Borzacchelli, Stefano Cecere, Giovanna Di Biase, Carmine Di Vivo, Vincenzo Pianese, Giuseppe Romano e Vincenzo Russo, specificatamente ritenute responsabili di favoreggiamento personale e del delitto di trasferimento fraudolento di valori, con la circostanza aggravante della finalità camorristica.

Le misure cautelari, di cui cinque in carcere e due agli arresti domiciliari, sono state adottate sulla base del complesso ed articolato compendio indiziario, integrato da dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che ha permesso di evidenziare, in primo luogo, il perdurare dell'egemonia criminale esercitata dal clan Mallardo, anche con il determinante contributo delle persone arrestate stamane, in Giugliano e Villaricca, nonostante vi siano stati negli ultimi anni molteplici misure cautelari e sentenze di condanna, anche nei riguardi di alcuni soggetti posti ai vertici dell'organizzazione. Inoltre, restando confermata la solida alleanza con il clan Contini, operante nel quartiere Vasto – Arenaccia del capoluogo partenopeo, si è ricostruita la complessa rete di sicurezza e di raccordo informativo con gli affiliati, architettata specificatamente al fine di consentire all'allora latitante Giuseppe Dell'Aquila di esercitare a pieno titolo il proprio ruolo di reggenza operativa, essendo detenuti i fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo, storici capi e promotori del clan. Di rilievo pure le risultanze che evidenziano come taluni affiliati siano coinvolti nel reimpiego dei proventi illeciti derivanti dalle estorsioni in diversificate attività economiche con specificato riguardo ad attività di ristorazione.

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venerdì 20 giugno 2014

Casalesi, il caffè dei clan imposto nei bar della Campania

di Claudio Coluzzi
Una fitta rete di società. Soprattutto edili, ma non solo. Per gli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Firenze e della Squadra Mobile di Caserta erano riconducibili a Sigismondo Di Puorto, braccio destro di Nicola Schiavone, figlio di Francesco, e reggente del clan dopo l'arresto di Nicola.

Al termine di pazienti accertamenti ieri sono scattati 11 arresti per riciclaggio ed intestazione fittizia di beni del clan dei casalesi in Campania, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Marche. Sequestrati immobili, terreni, società e autovetture per 10 milioni di euro.

Le indagini, durate circa due anni, hanno preso le mosse dalle verifiche della Guardia di Finanza di Pisa su una bancarotta fraudolenta di una società collegata alla famiglia Di Puorto di San Cipriano. Applicando i sofisticati software per il confronto dei dati bancari le Fiamme Gialle hanno esaminato 60 conti correnti e ricostruito flussi finanziari che interessavano sempre le stesse 16 persone nell'arco di dieci anni. Tutte le tracce conducevano alla famiglia Di Puorto. In particolare, il capostipite Ugo Di Puorto, di 69 anni e i figli Antonio di 45 anni e Sigismondo di 42 anni e Salvatore di 41 anni (questi ultimi due già detenuti) avrebbero ricoperto il ruolo di referenti per il riciclaggio di denaro in attività imprenditoriali nel settore edile ed immobiliare nell'Italia Centro-Settentrionale (soprattutto in Emilia Romagna e Toscana) avvalendosi degli imprenditori incensurati Luigi Di Sarno e Angelo Ardente.
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Camorra, sequestro da 110 milioni a fedelissimo della famiglia Schiavone

Beni per circa 110 milioni di euro, tra Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Toscana ed Emilia Romagna, sono stati sequestrati dal Gico della Guardia di Finanza di Firenze e dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta a un gruppo di “prestanome”, parenti di Sigismondo Di Puorto, fedelissimo di Nicola Schiavone, figlio del boss del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone. Nel blitz sono stati arrestati il padre, due fratelli, un cognato e i nipoti di Di Purto. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

PRESE IL POSTO DI NICOLA SCHIAVONE – Sigismondo Di Purto, detto “Sergio”, 42 anni, prese in mano le redini della fazione Schiavone del clan dei Casalesi dopo l’arresto di Nicola Schiavone, figlio di Sandokan, avvenuto il 15 giugno del 2010. Il suo “interregno” durò solo qualche mese: fu catturato il 20 dicembre del 2010, dopo una fuga sui tetti di un’abitazione, a San Cipriano d’Aversa. Insieme a lui venne arrestata anche tutta la sua famiglia per favoreggiamento. 

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Sant'Antimo. «I Love Beauty»: promuovere e valorizzare le imprese del territorio

SANT'ANTIMO. Domenica 22 Giugno 2014, dalle ore 10:00 alle 22:00 presso il Convento dei Frati Minori di Sant’Antimo, si terrà una manifestazione denominata “I love beauty”, che ha come obbiettivo promuovere e valorizzare le imprese del territorio santantimese.

L’evento è stato organizzato dall’ Associazione degli artigiani, commercianti ed autonomi denominata Aicast Sant’Antimo. La kermesse coinvolgerà centri estetici, professionisti del settore della bellezza, parrucchieri e scuole di formazione professionale, che nell’occasione dell’evento mostreranno i loro prodotti e servizi.

Ospite della manifestazione è Francesca Cioffi, concorrente del Grande Fratello 2014. Il Presidente dell’Associazione il dott. Marco Persichino afferma che: “questa mini fiera espositiva rappresenta un’importante opportunità per la crescita dell’immagine commerciale di Sant’Antimo. I partecipanti hanno colto immediatamente l’importanza di creare sinergie tra gli operatori, anche dello stesso settore merceologico. L’associazione Aicast Sant’Antimo intende lavorare per favorire lo sviluppo del territorio e la promozione dei prodotti e servizi che gli operatori economici offrono al mercato”.

Il Presidente conferma il periodo di crisi che stanno vivendo le piccole imprese del territorio, colpite da una forte riduzione dei consumi. L’associazione infatti, vuole esprimere al meglio le esigenze di maggiore visibilità che chiedono gli operatori commerciali, promuovendo eventi e manifestazione nei centri nevralgici del paese, con l’obbiettivo di riportare le persone alle ormai remote passeggiate per le vetrine dei negozi e favorire gli acquisti di beni e servizi sul territorio. Desidero ringraziare tutta la Commissione “I LOVE BEAUTY”, che ha lavorato per la riuscita della manifestazione ed in particolare il responsabile dell’iniziativa Raffaele Iorio, il quale si è impegnato in primissima linea nel coinvolgere partecipanti e sponsor e Giuseppe Verde per avere curato la comunicazione.

Inoltre i sì ringraziano i membri della commissione “I love Beauty” che sono: M. Orlando, A. Ponticiello, A. Puca, A. Di Donato e Alfredo Flagiello Vice Presidente dell’Aicast Sant’Antimo che ha coadiuvato l’organizzazione dell’evento.
comunicato stampa

lunedì 16 giugno 2014

Marano. I Simeoli «braccio operativo dei Polverino»

Marano. L'operazione dei carabinieri e della guardia di finanza
MARANO. All'alba di oggi, all'esito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli e il Comando Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare personale - emessa dal GIP del Tribunale di Napoli - nei confronti di quattro indagati, ritenuti affiliati al clan Polverino, attivo in Marano di Napoli, a Quarto ed in alcuni quartieri collinari di Napoli, con contestuale sequestro preventivo di dieci società operanti nel settore edile, alimentare e di rivendita di generi di monopolio, ritenuti responsabili, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, falsità materiale di atti pubblici e truffa con l'aggravante delle finalità mafiose. Il provvedimento del Giudice di Napoli ha stabilito che le predette società, un supermercato della catena "Carrefour" sito in Marano di Napoli, una tabaccheria con annessa ricevitoria del lotto, nonché un negozio all'ingrosso di vendita di bevande costituiscono significative forme di reinvestimento di profitti illeciti da parte del clan Polverino in attività imprenditoriali particolarmente redditizie. In particolare, la connotazione camorristica delle società indicate appare evidente poichè i settori di interesse delle singole imprese sono gestiti dalla famiglia Simeoli, emanazione imprenditoriale del clan Polverino: secondo le acquisizioni investigative raccolte nel corso di questa indagine, gli imprenditori Simeoli hanno raggiunto alti profitti in forza dell'appoggio fornitogli dalla suddetta compagine camorristica, ponendosi in diretta relazione con il gruppo criminale, di cui può dirsi che costituiscano un braccio operativo. Essi hanno offerto una variegata e costante collaborazione al clan, consistente nel fornire prestanome ed imprese di copertura per il reimpiego di capitali illecitamente acquisiti e nell'intessere relazioni anche con appartenenti al mondo politico locale e alla Pubblica Amministrazione. L'esecuzione degli odierni provvedimenti cautelari è il risultato di un ulteriore sforzo investigativo, che ha consentito di dare prosecuzione alle precedenti operazioni del 23 ottobre 2013 e del 3 febbraio 2014 con l'esecuzione da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli di provvedimenti restrittivi nei confronti di componenti della famiglia Simeoli: oltre ad Antonio, Benedetto e Luigi, in manette è finito anche Domenico Simeoli (per i primi tre i provvedimenti sono stati recentemente confermati dal Tribunale del Riesame di Napoli, dopo l'intervento della Corte di Cassazione), con il contestuale sequestro preventivo del patrimonio e delle quote di partecipazione di importanti società di costruzione ed immobiliari. Da ultimo, lo scorso 15 maggio, con la collaborazione del Comando Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, sono state sottoposte a sequestro altre aziende edili riconducibili alla famiglia Simeoli. Il valore patrimoniale delle società sequestrate con le operazioni di oggi ammonta a circa 30 milioni di euro: si tratta di ben 152 unità immobiliari (appartamenti, box auto, 26 locali deposito, ubicati prevalentemente a Napoli ed a Marano di Napoli), 18 appezzamenti di terreno, siti in Marano di Napoli, per un'estensione complessiva di 15.000 mq., nonchè di quote societarie. 


L'operazione è scattata all'alba di oggi in via XXIV Maggio, a Marano. Una serie di immobili sono finiti sotto chiave, tra cui l'Antica Tabaccheria. Nel mirino ancora una volta la famiglia Simeoli titolare della società Sime Costruzione, il cui titolare e i figli sono già in carcere. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli stanno eseguendo un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP del capoluogo campano a carico di alcune persone ritenute affiliate al clan camorristico dei “Polverino”, operante nell’hinterland a Nord di Napoli, all’estero e in altre Regioni d’Italia, responsabili a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, falsità materiale in atto pubblico e truffa aggravati da finalità mafiose, personaggi ai quali, direttamente e indirettamente, nel corso di precedenti attività investigative, erano stati sequestrati beni per 38 milioni di euro. Contestualmente, insieme alla Guardia di Finanza di Giugliano in Campania (NA), i militari dell’Arma stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo di società e di beni per un valore complessivo stimato 30 milioni di euro, che durante ulteriori indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sono risultati nella disponibilità degli arrestati e di alcuni prestanome.
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lunedì 9 giugno 2014

Casal di Principe, vince il sindaco anticamorra: «È l’inizio di una nuova era»

renato natale
La città di “Sandokan” Schiavone, Zagaria e Iovine diventa la città di Renato Natale, nuovo sindaco di Casal di Principe. Una nuova vita per questo paese in provincia di Caserta, flagellato da anni di dominio camorrista, che oggi si riprende legalità e dignità. Solo un inizio, certo. Ma un inizio ben incoraggiante, a vedere i risultati usciti dalle urne del ballottaggio: Natale diventa sindaco con il 68,26 percento dei voti, a scapito dell’omonimo concorrente, Enrico Maria Natale, che correva con ben quattro liste a sostegno.


LA CAMORRA HA PERSO - «Qui la camorra ha perso». Emblematico lo striscione che appare in piazza Mercato a tarda notte per festeggiare l’ormai avvenuta elezione del sindaco-medico, presidente e volontario dell’associazione Jerry Masslo. È un nuovo inizio per Casal di Principe, dopo i dieci mesi in cui Natale fu sindaco (dal dicembre ’93 al novembre ’94), quei dieci, terribili mesi, in cui fu ammazzato anche don Peppe Diana. Ed è proprio alla memoria del parroco che Natale dedica la sua vittoria, con un corteo che si snoda lungo le stradine del centro storico casalese. Lì, dove il comitato elettorale ha preparato una torta con la scritta “Renato Natale sindaco”.

IN MEMORIA DI DON PEPPE - «Io don Peppe me lo ricordo – scandisce commosso il neosindaco sul sagrato della chiesa dove il prete fu ammazzato – è a lui che dedico questa vittoria, a lui che dedico la ricostruzione che opereremo in questo paese dopo le macerie lasciate dalla camorra». La festa si protrae fin dopo le due di notte, Casal di Principe fa il pieno di felicità e speranza. Una nuova era, davvero, dopo tanti anni in cui “casalese” è diventato aggettivo dispregiativo. Ora è tempo di riprendere in mano il futuro di un’intera comunità.
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