lunedì 10 marzo 2014

Sant'Antimo, assemblea dei lavoratori bengalesi contro la schiavitù nelle fabbriche

Si sono incontrati nuovamente, a distanza di un mese, i bengalesi, impiegati nelle fabbriche di abbigliamento ed accessori di alcuni comuni dell’area a Nord di Napoli, per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposti dai loro datori di lavoro.

A promuovere l’assemblea, in piazza della Repubblica, l’associazione antirazzista ed interetnica “3 Febbraio”, che sta seguendo ed incoraggiando, da diversi mesi, la lotta dei bengalesi per ottenere condizioni di lavoro meno disumane.

Giornate lavorative di dodici ore, un compenso che si aggira intorno ai tre euro all’ora, che non viene mai corrisposto per intero, niente ferie o giorni di riposo, per realizzare capi di abbigliamento per griffe note a livello internazionale.

Nel corso dell’assemblea Gianluca Petruzzo, responsabile di “3 F”, ha sottolineato la necessità “di organizzare una grande manifestazione, proprio a Sant’Antimo, il 23 marzo, che sia di richiamo per i lavoratori stranieri di tutta la provincia, che condividono lo stesso tipo di disagio, affinché la città diventi un punto di riferimento per tutti quelli che vorranno prendere parte alla lotta contro la schiavitù e rivendicare l’applicazione delle norme del contratto di lavoro vigente”.
di Nella Capasso
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mercoledì 5 marzo 2014

Ventennale dell'uccisione di Don Diana: il programma di eventi

 Caserta. Ricco programma di eventi in occasione del ventennale dell’uccisione di Don Peppe Diana, promosso da Libera, Comitato Don Diana, Diocesi di Aversa, Azione Cattolica Italiana, Unitalsi, Comunità Sant’Egidio e Agesci, col patrocinio di Regione Campania, provincia di Caserta e Comune di Casal di Principe e con l’aiuto di Coldiretti e Fondazione Polis.

Giovedì 6 marzo, ore 15.30, al seminario di Aversa, incontro con gli insegnanti di religione cattolica sul tema “Educatori, ministri di speranza per gli altri” e presentazione dei nuovi libri su Don Peppino Diana.
Da sabato 8 marzo a martedì 18 marzo, maratona “La forza della parola” tra Aversa, Caserta, Casal di Principe, Genova, Napoli e Roma, con letture dedicate a Don Diana. Maratona che toccherà Casal di Principe lunedì 17 marzo, alle ore 17, nella sala consiliare di Casal di Principe.

Martedì 11 marzo, ore 18, nella cappella della Curia di Aversa “L’esperienza di Don Diana nell’anno della speranza”con la Consulta delle Aggregazioni Laicali (Cdal) in preghiera.

Mercoledì 12 marzo, ore 10, nella parrocchia di San Nicola, a Casal di Principe, incontro dei seminaristi nell’anno propedeutico alla scuola di Don Diana; ore 16, all’Auditorium “Don Diana” del Corpo Forestale, a Pinetamare di Castel Volturno, assegnazione del Premio letterario “Don Diana” – 11esima edizione – promosso dalla Scuola di Pace Don Diana con il patrocinio dell’Ufficio scolastico della Campania, rivolto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado della regione.

Giovedì 13 marzo, in tutte le parrocchie della Diocesi, veglia di pregiera “Venti…di perdono”.

Domenica 16 marzo, ore 10, nel piazzale del cimitero di Casal di Principe, “Giornata nazionale dell’Agesci, la strada è sempre più blu”; ore 10, a Casapesenna, al Parco della Legalità, “Esplosioni di Primavera – Una giornata particolare al Parco” promossa da Legambiente e Libera Casapesenna, con lettura del documento di Don Diana, giochi, musica e artisti di strada; ore 10-18, a San Cipriano, in piazza Marconi, intrattenimento dell’associazione “Work in progress” per ricordare Don Diana; ore 18, nell’auditorium della parrocchia Maria SS: Preziosa di Casal di Principe, proiezione del film “Fortapasc” sulla vita del giornalista Giancarlo Siani, a seguire tavola rotonda della Pro Loco con rappresentanti degli organi di informazione.

Lunedì 17 marzo, ore 10, al seminario di Aversa, incontro con i dirigenti scolastici e presentazione nuovi libri su Don Diana; ore 10, all’Itc “Carli” di Casal di Principe, incontro “Dalla Terra dei Fuochi alla Terra di Don Diana”; ore 10.30, a Roma, al Senato della Repubblica, presentazione della fiction su Don Diana, “Per Amore del mio popolo”, con Alessandro Preziosi.

Martedì 18 marzo, ore 9.30, nella parrocchia di San Nicola, a Casal di Principe, ritiro spirituale di tutto il clero aversano con il cardinale Crescenzio Sepe, sul tema “Presbiteri in una terra che cerca speranza”; ore 16, nella parrocchia SS. Salvatore, incontro con i bambini; ore 18, nella parrocchia di San Nicola, incontro con i giovani; in prima serata, su Raiuno, prima puntata della fiction su Don Diana.

Mercoledì 19 marzo, anniversario dell’uccisione di Don Diana, ore 7.30, nella parrocchia di San Nicola, messa celebrata dal vescovo Angelo Spinillo; ore 9.30, marcia per le strade di Casal di Principe, con partenza dallo stadio comunale e arrivo nel piazzale del cimitero; nel pomeriggio accoglienza dei partecipanti nelle piazze principali e nelle parrocchie della cittadina; in via Cavour, a Casal di Principe, annullo filatelico del francobollo del Ventennale; ore 17.30, in piazza Mercato, concerto dell’associazione “Diamo una voce all’arte”; in prima serata, su Raiuno, seconda puntata della fiction su Don Diana.
Giovedì 20 marzo, ore 10.30, a Casapesenna, intitolazione di una strada a Don Diana e inaugurazione di una sala del centro sociale data in concessione al Coordinamento familiari vittime della criminalità.

Venerdì 21 marzo, ore 10, all’Itis “Volta” di Aversa, “Noi…l’eredità di Don Peppe”, con testimonianze della vita scolastica del sacerdote, che insegnò in quella scuola; a seguire la quarta edizione del Premio Don Diana con proclamazione dei vincitori; ore 15, allo stadio comunale di Aversa, finale del torneo di calcio “Giochiamo insieme per la Pace”, organizzato dall’Aversa Normanna.

Domenica 23 marzo, ore 9, stadio comunale di San Cipriano, torneo di calcio organizzato dal presidio locale di Libera, con squadre formate da rappresentative delle forze dell’ordine e delle associazioni locali.

Giovedì 10 aprile, ore 18, nella cattedrale di Aversa, convegno “Non una conclusione ma un inizio” con la partecipazione del professor Sergio Tanzarella e di Valerio Taglione.

Giovedì 1 maggio, allo stadio di Cancello Arnone, torneo internazionale di calcio giovanile “Le Terre di Don Diana”. Domenica 18 maggio, ore 9.30, in via Giotto, ad Aversa, decimo trofeo Don Diana con gara interregionale di tiro con l’arco promosso dall’associazione sportiva “Arcieri Normanni”.

Altre iniziative in programma: la fiaccola della memoria e dell’impegno; il Festival dell’Impegno Civile, settima edizione; Giornata dell’Ammalato promossa dall’Unitalsi.

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Sant’Antimo. Nascondeva un mitragliatore per conto del clan

A sinistra la casalinga arrestata
SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno arrestato Vittoria Di Sebastiano, 43 anni, residente in Via Russo, casalinga, già nota alle forze dell'ordine, destinataria di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 28 febbraio dal gip di Napoli per concorso in detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione aggravati dall’aver favorito un clan. Nel corso di indagini dei militari dell’Arma coordinate dalla direzione distrettuale antimafia partenopea, sono emerse gravi responsabilità della donna, che nel gennaio 2013 aveva tenuto nella sua abitazione un kalashnikov per agevolare il clan camorristico dei “Verde”, operante a Sant’Antimo e nei comuni limitrofi. Si ricorda che nel primo pomeriggio del 12 gennaio 2013 i carabinieri di Sant’Antimo avevano tratto in arresto Lorenzo Cacace, 28enne, residente in via Nicola Romeo e Salvatore Monfregola, 26 anni, domiciliato in via Flagiello, entrambi già noti alle forze dell'ordine e sorpresi nei pressi di via S. Russo mentre prelevavano un sacchetto nero risultato contenere un micidiale fucile mitragliatore kalashnikov calibro 7,62 senza matricola e con il caricatore pieno. L’arrestata e’ stata tradotta nella casa circondariale di Pozzuoli.
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Napoli, albergatore denuncia racket: 9 arresti contro clan Mazzarella e Contini

Napoli. Nove persone, ritenute organiche ai clan Mazzarella e Contini sono state state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Napoli, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

I destinatari della misura restrittiva sono Francesco Mazzarella, ritenuto esponente apicale dell'omonimo clan; Antonio Sarno, suo luogotenente; Francesco Palumbo, Luca Pugliese, Luigi Di Perna, presunti affiliati al clan Mazzarella; Maurizio Monteriso, Alberto Chiarolanza, Luciano Poggi e Gennaro Fiorillo, considerati contigui al clan Contini. Gli indagati sono accusati di estorsione aggravata.

Le indagini sono scattate nel 2012 quando un imprenditore del settore alberghiero ha denunciato di essere finito nel mirino di alcuni affiliati al clan Contini. Nel corso delle indagini è emerso che un altro imprenditore, fortemente indebitato da rapporti usurai con esponenti dello stesso clan era sottoposto a gravi minacce, per sottrarsi alle quali rivelava di essere a sua volta creditore del titolare dell'attività alberghiera sopra menzionato, accettando così di cedere tale credito ai propri usurai.
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Triplice omicidio, il figlio di “Sandokan” condannato all’ergastolo


Casal di Principe. Nicola Schiavone, 35 anni, primogenito di Francesco “Sandokan” Schiavone, è stato condannato alla pena dell’ergastolo nel processo per il triplice omicidio di Giovanni Battista Papa, Modestino Minutolo e Francesco Buonanno, uccisi l'8 maggio del 2009 nelle campagne di Villa Di Briano.


E’ considerato il mandante del delitto, le cui vittime, tutte di Santa Maria la Fossa, erano dedite ad attività estorsive nell’ambito del gruppo derivato dalla vecchia fazione Bidognetti, capeggiato in quel periodo da Franco Letizia, considerato l'erede di Giuseppe Setola e arrestato il 19 maggio 2009. Estorsioni mal tollerate, però, da altre famiglie del clan dei casalesi, come gli Schiavone, in quel momento prevalenti. In particolare, i tre avevano chiesto somme di denaro ad un'impresa casearia riconducibile alla famiglia Schiavone, agendo d'intesa con esponenti dell'ala bidognettiana.
Per il triplice omicidio Papa-Buonanno-Minutolo, la prima corte di assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato all’ergastolo Roberto Vargas ed Eduardo De Martino. 15 anni sono stati inflitti a Raffaele Piccolo di Trentola Ducenta e 18 anni a Francesco Della Corte, entrambi collaboratori di giustizia.

I corpi di Papa e Minutolo vennero trovati dagli agenti della squadra mobile di Caserta dieci giorni dopo la scomparsa delle vittime, nei campi tra Frignano, Casaluce e Villa di Briano, mentre quello di Buonanno qualche giorno dopo dai carabinieri, sepolto sotto la scarpata della superstrada Nola-Villa Literno, all'altezza dell'uscita di Casal di Principe, con tre colpi di pistola alla nuca e con il cranio spaccato da un colpo d'ascia. Ora la condanna per Nicola Schiavone, arrestato il 15 giugno 2010.

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La camorra Casalese sulla discarica di Chiaiano: diciassette arresti


Le mani della camorra casalese sulla discarica di Chiaiano. Otto persone in carcere e nove agli arresti domiciliari nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli-Direzione Distrettuale Antimafia e attuata dai carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta e del Noe di Napoli. Tra gli arrestati anche l’imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia, che ha in passato avuto legami con i clan Polverino, Nuvoletta, Mallardo e fazione Zagaria dei Casalesi.

LE ACCUSE – I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo camorristico, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, con l’aggravante della finalità agevolatrice del sodalizio “dei Casalesi”, fazione Zagaria. L’attività di indagine - incentrata sugli interessi economici e imprenditoriali della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti e, in particolare, nell'ambito dei lavori di realizzazione e gestione della discarica di Chiaiano (NA) - ha avuto inizio nel 2008 e si è conclusa nel dicembre del 2013. Si è sviluppata, in particolare, su tre filoni investigativi: l'infiltrazione camorristica negli appalti della suindicata discarica cittadina, le modalità di gestione della stessa e le false attestazioni redatte dai funzionari pubblici, che hanno consentito agli amministratori delle Società IBI IDROBIOIMPIANTI spa e EDILCAR, riconducibili ad alcuni degli indagati, di proseguire senza interferenze i lavori all’interno della discarica, conseguendo nel tempo illeciti profitti. Le investigazioni, condotte dai Carabinieri anche attraverso attività d’intercettazione e riscontrate da dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire il legame dell’indagato Carandente Tartaglia Giuseppe con esponenti apicali delle organizzazioni camorristiche dei Nuvoletta di Marano e dei Mallardo di Giugliano prima e, successivamente, dei Polverino di Marano.

RIFIUTI PERICOLOSI – Le dichiarazioni rese in merito dai collaboratori di giustizia hanno confermato quello che il quadro probatorio aveva già reso evidente: un consistente rapporto imprenditoriale esistente tra le imprese dei fratelli Carandente e la Fibe Tale rapporto ha rappresentato il presupposto necessario a che la Fibe-Fisia operasse con relativa tranquillità nel territorio, in assenza di eclatanti conflitti tra i gruppi criminali locali e le imprese impegnate nel settore. La possibilità di assicurare alla criminalità organizzata, attraverso le imprese del Carandente Tartaglia, una parte delle risorse ottenute da Fibe-Fisia, ha evidentemente enfatizzato il ruolo del Carandente quale interfaccia con la pubblica amministrazione. Sono state altresì ben delineate le connessioni esistenti tra le società Ibi Idroimpianti spa (della famiglia D’Amico) e la Edilcar Srl della famiglia Carandente Tartaglia. Le attività di indagine hanno riscontrato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che avevano individuato nel duo Ibi-Edilcar un binomio già da anni legato alla famiglia Zagaria. Le attività di intercettazione hanno, fra l'altro, evidenziato che i Carandente Tartaglia erano sicuri di essere destinatari di lavori per la realizzazione della discarica di Chaiano molto prima della conclusione della procedura di gara. Sotto il profilo della normativa ambientale, si è poi accertato che, con riferimento alla discarica cittadina, che i lavori di realizzazione dell’invaso sono stati effettuati in violazione degli obblighi contrattuali e in difformità dal progetto approvato, utilizzando materiale non idoneo allo scopo, quale argilla proveniente da cava non autorizzata o argilla mista a terreno. Si è rilevata, inoltre, la costante attivazione di traffici illeciti di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terra e rocce provenienti da cantieri stradali e edilizi, utilizzati per i lavori di modellamento della discarica. Tali condotte hanno consentito guadagni e profitti illeciti doppi: oltre ad evitare gli oneri dovuti per legge per il corretto avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti, si è infatti aggiunto il cospicuo guadagno dovuto alla successiva commercializzazione del rifiuto, surrettiziamente qualificato quale terreno vegetale per la realizzazione della stessa.
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Orrore a Casandrino: ritrovato in una discarica un cadavere in un'auto in fiamme

E' stata rinvenuta in via Lavinaio a Casandrino un'auto, una Fiat Grande Punto, in fiamme. Sul posto le forze dell'ordine. All'interno c'è anche il cadavere di un uomo.

La macchina, dai primi accertamenti è intestata ad un pregiudicato del rione Salicelle ad Afragola. Immediatamente rintracciato dai carabinieri, l'uomo ha dichiarato di non essersi accorto che gli avevano rubato l'auto.

Ad accorgersi dell'omicido è stato un passante che di solito per rientrare a casa attraversa via Lavinaio, una stradina periferica, utilizzata da molti come una sorta di discarica. Questa sera intorno alle 19,30, ha notato l'auto ancora in preda alle ultime fiamme e, ricordandosi degli ultimi omicidi di camorra avvenuti con le stesse modalità nella zona ha deciso di avvertire subito oltre che i vigili del fuoco anche i carabinieri di Casoria e di Castello di Cisterna.

Una volta sul posto i militari hanno rinvenuto il corpo carbonizzato di un uomo che era steso a faccia in giù sul sedile posteriore della vettura. Sono in corso indagini per stabilire se si tratta del proprietario dell'auto, che è risultato essere un pregiudicato.

In venti giorni con il ritrovamento di questa sera salgono a cinque i casi di ritrovamento di un' auto in fiamme con all'interno un cadavere carbonizzato. L'ultimo corpo carbonizzato fu trovato il 21 febbraio a Grumo Nevano.
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