CAIVANO. Ventimila per la questura. Trentamila per gli organizzatori. La marcia di Caivano ha coinvolto giovani, mamme, bambini delle scuole elementari e ragazzi delle medie e delle superiori, ma anche associazioni, Chiesa e larga parte della società civile. Un corteo lungo almeno 3 chilometri è partito da Orta di Atella e si è fermato a Caivano in piazza della Madonna di Campiglione, città di Don Maurozio Patriciello, simbolo mediatico di una protesta che varca i confini territoriali e vola alla ribalta nazionale. In testa al corteo c'era anche in vescovo di Aversa Angelo Spinillo. Hanno sfilato anche le mamme con le cartoline dei loro figli morti di tumore, troppo giovani, troppo piccoli. Una marcia silenziosa, per rispetto ai morti della "Terra dei fuochi", scandita a tratti da applausi e cori. La rabbia cresce e la gente scende in piazza per far sentire allo Stato che il territorio è stanco delle promesse non mantenute, dove ormai le campagne fertili lasciano spazio a terreni inquinati e irrimediabilmente compromessi, Il vescovo di Aversa è soddisfatto: «La gente si mobilita per chiedere allo Stato di fermare lo scempio del territorio - afferma il prelato -, per sollecitare le istituzioni affinché le bonifiche siano finalmente avviate». Don Patriciello è molto critico verso le istituzioni: «Il territorio si sta mobilitando, le istituzioni non possono ignorare l'appello del popolo che sale sempre più forte, la politica ora - ha detto il parroco di Caivano - deve fare la sua parte». Maglie nere in segno di lutto. Striscioni e cartelli che richiamavano l'iniziativa della giornalista Selvaggia Lucarelli (i vip che adottano una città) e sulla pericolosità dei prodotti coltivati in "queste terre". Il parroco di Caivano, Don Maurizio Patriciello, nei giorni scorsi ha scritto una lettera al poresidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il presidente ha risposto e nel testo della lettera, che il prete ha reso pubblica, si legge: «Caro don Patriciello, ho ricevuto la cortese lettera con la quale mi conferma l'imminente avvio della "Marcia per la vita" organizzata per il 4 ottobre prossimo. Confido vivamente che essa contribuisca nello spirito costruttivo che avverto nella Sua lettera, a consolidare quella mobilitazione civile necessaria a ben orientare le condotte di ciascuno - cittadini, imprese, istituzioni, operatori - verso il comune obiettivo di dare soluzioni concrete a situazioni critiche di grande complessità. Giorgio Napolitano». L'appuntamento ora, è per la manifestazione di Aversa - Giugliano per il prossimo 8 ottobre, in piazza della stazione ferroviaria di Aversa alle 15:30, per protestare contro il bando dell'inceneritore di Giugliano e chiedere l'avvio degli interventi di bonifica del territorio.
sabato 5 ottobre 2013
venerdì 4 ottobre 2013
Terra dei Fuochi, da Orta a Caivano la "Marcia per la Vita"
CASERTA. Chiesa e cittadini uniscono le loro voci nella “Marcia per la vita” per la difesa del territorio, un grido di allarme contro l’inquinamento che ha devastato e continua a devastare la terra dei fuochi.
Il corteo silenzioso del 4 ottobre vedrà anche la presenza di monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, e muoverà alle 17 dal campo sportivo di Orta di Atella per giungere alla Madonna di Campiglione a Caivano. Prendendo spunto dalla “Giornata per la Custodia del Creato”, grazie all’impegno degli Uffici Pastorali della Curia Diocesana - e in particolare dell’Ufficio per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso - la diocesi di Aversa ha sviluppato diversi momenti di riflessione e preghiera.
La “Marcia per la vita” rappresenta una tappa importante di questo percorso: “Rivolgo un appello affinché tutti partecipino a questi momenti di dialogo – dichiara Spinillo – per condividere in fraternità il desiderio e la speranza di far crescere una migliore sensibilità a custodire e a vivere insieme il grande bene che il Signore ci ha donato”.
Il vescovo normanno ha recentemente auspicato un autentico rinnovamento di stile di vita e di custodia del creato, “capace di portare in sé la speranza di buoni frutti per la vita sociale della nostra terra”; questo rinnovamento, però, richiede che “ciascuno sappia prendere degli impegni personali, ma di alto valore comunitario”.
Su tutti, il vescovo ha individuato due impegni principali: “Fare attenzione a tenere pulito l’ambiente in cui viviamo, non abbandonare rifiuti dove capita, evitare che le strade siano maleodoranti discariche a cielo aperto e curare la raccolta differenziata; partecipare con onestà alla possibile e doverosa bonifica dei siti inquinati, contribuire mettendo a disposizione della società il denaro che si è ottenuto con l’illecito trasporto e abbandono di quei rifiuti industriali che oggi sono causa di tanti mali. È su questo che si misurerà il senso della nostra fede cristiana e della nostra coscienza civile. Non dimentichiamo che anche su queste situazioni risuonerà, per tanti di noi la parola di Gesù: Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”.
Spacciava nei pressi della Scuola: 49enne in manette
SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant'Antimo, hanno arrestato un 49enne con l'accusa di spaccio e detenzione di stupefacenti. Si tratta di Francesco Borzacchiello, residente in via Giacinto Gigante. Secondo le indagini il l'uomo sarebbe stato notato nei pressi della sua abitazione, vicino ad un istituto scolastico superiore, mentre spacciava stupefacenti a giovani acquirenti. Alla vista dei carabinieri ha tentato la fuga, venendo comunque raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento. Sottoposto ad una perquisizione personale è stato trovato in possesso di tre ‘stecchette’ di hashish, abilmente nascoste in un pacchetto di sigarette, e di 15 euro in denaro contante, soldi ritenuti dai carabinieri provento dell’attività illecita di spaccio. Dopo le formalità di rito Borzacchiello è stato accompagnato nella casa circondariale di Poggioreale dove resta recluso a disposizione del- l’autorità giudiziaria.
giovedì 3 ottobre 2013
Napoli è la città meno attrattiva d'Italia
NAPOLI - Trento si aggiudica la medaglia d'oro: «è il capoluogo di regione più attrattivo d'Italia». Seguono, sul podio virtuale di Assirm — l'associazione, nata nel 1991, che riunisce i maggiori istituti italiani di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca Sociale (da Doxa a Ipsos, da Demoskopea a Swg e Nielsen) — Roma e Perugia. Quarto e quinto posto sono appannaggio di Milano e Bologna, «mentre Napoli è la maglia nera nazionale»; la città partenopea, infatti, si piazza all'ultimo dei 20 posti della graduatoria, preceduta da Palermo e Bari. Dalle nostre parti, insomma, le potenzialità economiche, umane, demografiche e sociali non sono all'altezza del resto d'Italia. A sancirlo, dati alla mano, è l'Indicatore di attrattività locale (Ial), sviluppato dagli esperti del centro studi di Assirm in collaborazione con il prof Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all'Università Bicocca. Il rapporto specifico è stata presentato ieri a Milano; l'obiettivo del lavoro è di analizzare in ottica «Expo 2015» l'appeal delle grandi città del Paese.
I numeri presi in considerazione per articolare lo Ial sono di fonte pubblica («dal ministero dell'Economia e della Finanza all'Istat»); sono stati elaborati attraverso l'utilizzo di un «cruscotto socio-economico» formato da 9 indicatori elementari (più un decimo riassuntivo, ossia la classifica vera e propria): reddito medio, divario ricchi/poveri, percentuale di obbligo scolastico non conseguito, percetuale di diplomati, età media popolazione, variazione della popolazione 2008-2012, variazione delle famiglie 2008-2012, indice migratorio, eterogeneità. Dati che secondo Assirm sono in grado di fotografare le caratteristiche economiche, demografiche e sociali di un territorio, che così può essere valutato in termini di competitività. «Non colpisce il primo posto di Trento, città laboratorio emblema del Nord-Est produttivo che continua a rappresentare un'area privilegiata della geografia socio-economica italiana — spiega Alessandro Amadori, direttore del centro studi Assirm —. Più interessante è il secondo posto di Roma: città piena di problematiche, ma intrinsecamente attrattiva, unica vera città galassia del Paese». Poi entra ancor più nel dettaglio: «Se il caso di Trento conferma che piccolo è bello, il secondo di Roma ci fa capire che grande significa ancora attrattivo. E probabilmente in futuro lo sarà sempre di più».
Ma la classifica elaborata da Assirm «inverte a tratti il luogo comune sul Nord sempre e comunque più attrattivo rispetto al Sud». A dimostrarlo «il posizionamento di Campobasso al decimo posto, sopra quattro città del Nord: Torino, Venezia, Aosta e Genova». A chiudere la classifica, tuttavia, restano tre grandi realtà del Meridione, «tradizionalmente afflitte da problemi strutturali: Bari, Palermo e Napoli. «Il capoluogo partenopeo — precisa Amadori al Corriere del Mezzogiorno — vive una situazione sicuramente difficile, complicata. E i nostri numeri lo confermano. Una condizione non certo figlia delle capacità o delle volontà dei suoi residenti. La verità è che questa città, che nel Seicento era insieme a Parigi la più popolosa e tra le più influenti d'Europa, deve essere rilanciata. Il nostro studio, avviato in vista di Expo 2015, serve proprio a ricordare la necessità di reinvestire sulle grandi realtà metropolitane. Basterebbe un miliardo di euro ben speso per riportare il capoluogo partenopeo tra le città più importanti d'Europa. Serve solo la giusta volontà e un po' più di capacità. Ripeto, non da parte dei cittadini, che sono solo vittime». Napoli, per la cronaca, sconta uno squilibrio tra i più alti nel Paese tra ricchi e poveri, vanta un reddito medio ben sotto la media, si misura con una dispersione scolastica da record e con una percentuale bassissima di titoli di studio (solo Palermo, per la precisione, sta messa peggio come numero di diplomati). Inoltre, fa registrare un indice migratorio superato solo da Potenza. Per tutti questi motivi, ribadisce Amadori, «la città è in coda» per potenzialità economiche e capitale umano.
«Lo Ial — dichiara il presidente di Assirm, Umberto Ripamonti — è uno strumento che aiuta a comprendere le caratteristiche di un territorio e valutarne la sua competitività, in un momento in cui la competitività è la vera sfida con cui si devono confrontare tutti i territori. Il nostro progetto, in ottica Expo 2015, è di mappare il territorio italiano, attraverso il livello di benessere, attrattività e potenzialità di sviluppo delle sue città per individuare i comuni virtuosi che possano fungere da esempio per il resto del Paese».
Paolo Grassi
mercoledì 2 ottobre 2013
La terra dei fuochi "non deve morire". L'appello dei vip attraverso la pagina facebook http://on.fb.me/gzotyl
Attori, cantanti, giornalisti, uomini di spettacolo più o meno conosciuti, speaker radiofonici e televisivi, hanno aderito in cento e altri si aggiungono di giorno in giorno. Tutti hanno deciso di "adottare" un comune della terra dei fuochi, tutti hanno accettato di posare in foto con un cartello in cui oltre al nome del comune "adottato" compare la scritta "non deve morire". L'iniziativa è collegata a una pagina Facebook "La terra dei fuochi non è sola", per raggiungerla seguite questo link: http://on.fb.me/GzOTYL
La terra dei fuochi riguarda tutti» Gli autoscatti vip per i Comuni avvelenati
L'iniziativa su Facebook di Selvaggia Lucarelli: hanno aderito Fiorello, Federica Pellegrini, Alessia Marcuzzi e tanti altri.
NAPOLI - «La Terra dei fuochi riguarda tutti». È l'iniziativa lanciata da Selvaggia Lucarelli su Facebook. Tanti amici - attori, campioni dello sport, volti televisivi - hanno postato un autoscatto in cui mostrano cartelli con i nomi dei Comuni che rientrano nel perimetro delle terre avvelenate dai rifiuti tossici e dagli incendi, tra Napoli nord e Caserta. «In questi ultimi due giorni ho latitato un po', ma avevo una buona ragione» scrive Selvaggia su Fb.
«Avevo promesso - prosegue - alle tante persone che vivono nella Terra dei fuochi e che mi hanno scritto mail e messaggi, che avrei fatto qualcosa per loro. Ho chiesto a 67 amici e persone dello spettacolo, dello sport, della musica e del giornalismo di adottare virtualmente uno degli ottanta comuni circa che vivono questa tragedia. Il risultato, bellissimo, è questa pagina Facebook»
Qui sotto trovate il link per vedere gli autoscatti
Rifiuti e veleni, i vip adottano le comunità della Terra dei Fuochi.
CASERTA. “La Terra dei Fuochi non è sola”, accanto ai cittadini di quelle terre martoriate si schierano numerosi personaggi dello spettacolo e del giornalismo: da Fiorello ad Alessia Marcuzzi, passando per Paola Perego, Emma, Federica Pellegrini e tanti altri.
E’ l’iniziativa lanciata, attraverso Facebook, dalla giornalista Selvaggia Lucarelli che ha raccolto le immagini di chi vuole “metterci la faccia” contro il “biocidio” nei territori a ridosso tra le province di Napoli e Caserta, “adottando” le diverse comunità situate tra l’hinterland partenopeo, l’agro aversano e il litorale domizio. “Carinaro non deve morire” è il cartello che mostrano Fiorello e l’attore Paolo Ruffini, seguito da Federica Pellegrini (che ha “adottato” San Cipriano d’Aversa), Caterino Balivo (Aversa), il giornalista Paolo Giordano, la conduttrice Camila Raznovich e la iena Andrea Agresti (Casal di Principe), Paola Perego (Villa di Briano), Micol Ronchi (Gricignano), Emma (San Felice a Cancello), Alessia Marcuzzi (Arienzo), Antonella Clerici (Tufino), Andrea Scanzi (Casaluce), Isa Iaquinta (Succivo), Eleonora Giorgi (Caivano), Vinicio Marchioni (Melito), Filippa Lagerback (San Tammaro), Maddalena Corvaglia (Villa Literno), la iena Niccolò Torielli (Teverola), Tiberio Timperi (Villaricca), Carolina Marcialis, moglie di Antonio Cassano (Mondragone), Rita Dalla Chiesa (Casagiove), Fabio Canino (Orta di Atella), Anna Pettinelli (Cesa), Ascanio Paceli (Giugliano), Francesco Mandelli dei Soliti Idioti (Saviano), Giovanni Vernia di Zelig (Parete) e molti altri.
“Questa pagina – spiega Selvaggia Lucarelli – è una piccola luce accesa sul dramma che vive la ‘Terra dei Fuochi’, che comprende i circa ottanta comuni tra Napoli e Caserta, avvelenati da roghi e rifiuti tossici, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie. Tutto è contaminato: acqua, aria, frutta, verdura. Muoiono bambini, adulti e una terra in cui un tempo i ragazzi potevano giocare a pallone senza avere paura dell'erba. Ho chiesto a 67 amici e personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del giornalismo e dello sport di aiutarmi a far sentire agli abitanti della Terra dei fuochi che non sono soli. Hanno risposto in tanti e con una generosità incredibile. Ognuno di loro ha virtualmente adottato un comune. Qualche paese non è sui cartelli (Francolise, Comiziano, Cimitile...), ma questa pagina aspetta le foto di tutte le persone di quei luoghi e non, che vogliano postare il nome di un paese e il suo foglio. Io ringrazio di cuore Fiorello, Alessia Marcuzzi, Emma, Caterina Balivo, Paola Perego, Antonella Clerici, Federica Pellegrini, Petra Loreggian, Danilo Gallinari, Gigi Datome, Leon e tutti gli altri 57 meravigliosi personaggi che vedete ritratti uno ad uno qui sotto e che hanno fatto questo regalo a una terra in cui i fuochi portano il buio nella vita di tante persone. Non siete soli”.
S.Antimo: incinta al sesto mese, assalita in strada da un pastore tedesco
Napoli. Una donna incinta è stata aggredita da un cane di grossa taglia a Sant'Antimo, nel napoletano, mentre passeggiava per strada. La donna, che è residente in provincia di Latina, si trovava nel napoletano per discutere la tesi di laurea in architettura.
Oltre ad un grosso spavento ha riportato una ferita ad un polpaccio, giudicata guaribile in pochi giorni dai medici dell'ospedale di Aversa, dove sono stati effettuati anche accertamenti sullo stato di salute del nascituro. La donna è incinta al sesto mese.
La polizia municipale di Sant' Antimo, guidata dal maggiore Biagio Chiariello, ha individuato il cane, un pastore tedesco, risultato privo di microchip ed è risalita al proprietario. Quest' ultimo è stato multato per circa 500 euro per la mancata applicazione del microchip, previsto per legge, e la cattiva gestione di animali. Il pastore tedesco è stato portato all'Asl, dove i veterinari hanno accertato che l'animale è in buono stato di salute ed è stato sottoposto a tutte le vaccinazioni obbligatorie. Il particolare ha rassicurato notevolmente la giovane donna, preoccupata per eventuali conseguenze sulla gravidanza.
martedì 1 ottobre 2013
Caserta. Clan Belforte, tre arresti per un omicidio del 2006
Tre elementi di spicco, già detenuti, del clan camorristico Belforte, attivo a Marcianise, Caserta e nei comuni limitrofi, tra cui il fondatore Salvatore Belforte, 53 anni, sono stati arrestati su ordine del gip del Tribunale di Napoli per l'omicidio (con l'aggravante dalle finalità camorristiche) di Angelo Cortese, avvenuto il 15 dicembre del 2006 a Maddaloni.
Con il boss ritenuto mandante sono risultati destinatari dell'ordinanza anche i killer Felice Napolitano, 50 anni, e Francesco Zarrillo, 44 anni. Secondo le indagini coordinate dalla DDA di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile di Caserta guidata dal vice-questore Alessandro Tocco, il delitto maturò nell'ambito della sanguinosa faida che tra fine anni novanta e l'inizio del nuovo millennio contrappose i clan Belforte, detti Mazzacane, ai Piccolo, noti come Quaqquarone.
Decisive le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Bruno Buttone e Domenico Cuccaro, che facevano parte del commando che sparò all'indirizzo di Cortese. La vittima, elemento del clan Massaro di Maddaloni, è emerso, iniziò a chiedere per conto dei Piccolo il pizzo a imprenditori che già pagavano i Belforte, in particolare ad un'impresa di pulizie. Nello stesso periodo fu scarcerato il boss Domenico Belforte che decise così di dare una lezione a Cortese.
Questi fu attirato in una trappola a Montedecoro, frazione di Maddaloni; qui, un'auto con a bordo i quattro sicari si affiancò alla vettura della vittima che fu trucidata con 34 proiettili sparati da due pistole calibro 9x21 e una mitraglietta Skorpion calibro 7,65.
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