ROMA (26 marzo) - Roberto Saviano torna in tv, fa un monologo senza pause sullo stato della camorra, le connivenze, racconta la sua vita blindata da Gomorra in poi, la camorra che uccide con silenzio e diffamazione, e anche per davvero come don Diana, ed è boom di ascolti su Raitre nello Speciale Che tempo che fa di Fabio Fazio, con 4.561.000 oltre il 19%,un pubblico di laureati presso cui ha fatto il 35%, picchi di 5.700.000 spettatori e il 27%. Una platea attenta, affamata di approfondimenti, la stessa che il martedì regala 4 milioni di spettatori a Ballarò mentre i talent show X Factor e Amici si contendono il pubblico più spensierato e il giovedì in altrettanti 4 milioni seguono Annozero mentre negli altri canali impazzano i varietà. Lo stesso Saviano si dichiara incredulo di «aver avuto più spettatori di un reality. Le persone hanno voglia di realtà più di quanto non si creda. Probabilmente la letteratura può essere ancora uno strumento valido per raccontare ciò che accade nel mondo e tentare di trasformarlo. E la televisione - conclude - può essere uno strumento alleato per raccontarla». Dello stesso avviso il collega scrittore, volto noto proprio di Raitre, Carlo Lucarelli che dice: «Saviano ha dato una splendida lezione del potere della parola e dimostrato quanto interesse ci sia per certi argomenti. Io sono rimasto molto colpito». È la tv dell'impegno, «quella che quando osa un pò di più ottiene anche successo di audience», come sottolinea il senatore Pd Vincenzo Vita, «un'operazione verità di straordinario valore che deve indurre tutti a riflettere, un momento alto di servizio pubblico», dice il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo. E mentre Dario Franceschini conta, secondo L'Espresso, di convincere Roberto Saviano a candidarsi come capolista Pd nella circoscrizione del sud (ma lui ieri su Raitre ha negato ogni futuro impegno politico), la Gazzetta di Caserta annuncia querela per avere «gettato gratuitamente fango su decine di giornalisti sostenendo che siano al soldo della camorra». Il racconto dell'autore di Gomorra su RaiTre «senza contraddittorio, mischiando verità e calunnie ha infangato il lavoro di chi, da anni, combatte, con inchieste e denunce, senza scorta». Pino De Martino, direttore editoriale dei quotidiani Corriere di Caserta e Cronache di Napoli tirati in ballo ieri sera da Saviano, dice che «c'e da restare inorriditi per la ricostruzione strumentale e faziosa dei fatti». Il sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo lo difende dall'accusa di «professionista dell'antimafia» attribuendo allo scrittore il merito di aver «scoperchiato un verminaio criminale». Per il deputato Pd Franco Laratta,, componente Commissione parlamentare antimafia, «è stata una sferzata durissima contro il silenzio e la colpevole indifferenza di buona parte della politica, delle istituzioni, del mondo dell'informazione e della società civile». sabato 28 marzo 2009
Saviano, boom di ascolti su Rai3
ROMA (26 marzo) - Roberto Saviano torna in tv, fa un monologo senza pause sullo stato della camorra, le connivenze, racconta la sua vita blindata da Gomorra in poi, la camorra che uccide con silenzio e diffamazione, e anche per davvero come don Diana, ed è boom di ascolti su Raitre nello Speciale Che tempo che fa di Fabio Fazio, con 4.561.000 oltre il 19%,un pubblico di laureati presso cui ha fatto il 35%, picchi di 5.700.000 spettatori e il 27%. Una platea attenta, affamata di approfondimenti, la stessa che il martedì regala 4 milioni di spettatori a Ballarò mentre i talent show X Factor e Amici si contendono il pubblico più spensierato e il giovedì in altrettanti 4 milioni seguono Annozero mentre negli altri canali impazzano i varietà. Lo stesso Saviano si dichiara incredulo di «aver avuto più spettatori di un reality. Le persone hanno voglia di realtà più di quanto non si creda. Probabilmente la letteratura può essere ancora uno strumento valido per raccontare ciò che accade nel mondo e tentare di trasformarlo. E la televisione - conclude - può essere uno strumento alleato per raccontarla». Dello stesso avviso il collega scrittore, volto noto proprio di Raitre, Carlo Lucarelli che dice: «Saviano ha dato una splendida lezione del potere della parola e dimostrato quanto interesse ci sia per certi argomenti. Io sono rimasto molto colpito». È la tv dell'impegno, «quella che quando osa un pò di più ottiene anche successo di audience», come sottolinea il senatore Pd Vincenzo Vita, «un'operazione verità di straordinario valore che deve indurre tutti a riflettere, un momento alto di servizio pubblico», dice il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo. E mentre Dario Franceschini conta, secondo L'Espresso, di convincere Roberto Saviano a candidarsi come capolista Pd nella circoscrizione del sud (ma lui ieri su Raitre ha negato ogni futuro impegno politico), la Gazzetta di Caserta annuncia querela per avere «gettato gratuitamente fango su decine di giornalisti sostenendo che siano al soldo della camorra». Il racconto dell'autore di Gomorra su RaiTre «senza contraddittorio, mischiando verità e calunnie ha infangato il lavoro di chi, da anni, combatte, con inchieste e denunce, senza scorta». Pino De Martino, direttore editoriale dei quotidiani Corriere di Caserta e Cronache di Napoli tirati in ballo ieri sera da Saviano, dice che «c'e da restare inorriditi per la ricostruzione strumentale e faziosa dei fatti». Il sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo lo difende dall'accusa di «professionista dell'antimafia» attribuendo allo scrittore il merito di aver «scoperchiato un verminaio criminale». Per il deputato Pd Franco Laratta,, componente Commissione parlamentare antimafia, «è stata una sferzata durissima contro il silenzio e la colpevole indifferenza di buona parte della politica, delle istituzioni, del mondo dell'informazione e della società civile». sabato 21 marzo 2009
La questione abbattimenti è in mano al Prefetto
mercoledì 18 marzo 2009
Da Ercolano le frequenze anticamorra
sabato 14 marzo 2009
Abusivismo: a fine mese centinaia di demolizioni, nel mirino anche alberghi
I manufatti abusivi da abbattere sono infatti migliaia. Case, capannoni, strutture agricole e imprenditoriali, piccoli grandi scempi ambientali, tra questi anche alberghi. E se prima mancavano i finanziamenti, adesso no. Attraverso la cassa depositi e prestiti sono arrivati ai comuni oltre 2 milioni di euro. Saranno impiegati tutti per le demolizioni. Stando a fonti particolarmente autorevoli, altri fondi arriveranno per far proseguire l'azione della magistratura. In campo c'è una vera e propria task force operativa. Per la prima volta in Italia è stato costituito un coordinamento per le demolizioni. La Procura Generale ha sottoscritto protocolli d'intesa con 8 Procure della Repubblica: Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Nola, Torre Annunziata, Avellino, Benevento, Sant'Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino.
Il documento sottoscritto dagli uffici giudiziari, in collaborazione anche con la Procura Generale di Salerno, prevede già nella prossima settimana l'incarico diretto alle imprese che dovranno procedere materialmente con le ruspe. Impiegare l'esercito sarebbe stato molto più dispendioso. Successivamente le amministrazioni comunali dovranno notificare agli sgomberi. In queste ore vengono già recapitate le prime ingiunzioni di demolizioni firmate dai magistrati. In realtà questo procedimento ha già innescato un meccanismo di «autoabbattimento». Sono in molti ad aver capito che le ruspe entreranno in azione già dalla fine del mese. Coinvolte anche alcune strutture alberghiere della costiera sorrentina. Nel casertano e ad Ischia, si concentrano il maggior numero di strutture legate alla malavita organizzata. Una “fascia calda” per gli abbattimenti è quella compresa nei comuni di San Cipriano, Villa Literno e Casal di Principe. Ma non solo. La lista resta ancora riservata. La Prefettura di Napoli assicurerà l'ordine pubblico nei contitati giorni degli abbattimenti. Non si escludono disordini. “Quella che sta per arrivare – assicurano i magistrati – sarà una primavera molto calda”.
martedì 10 marzo 2009
Guerra ai parcheggiatori abusivi
sabato 7 marzo 2009
PILLOLE
NAPOLI – Intensa attività della Guardia di Finanza contro il contrabbando di sigarette. I militari hanno fermato un carro attrezzi con targa polacca guidato da un 37enne. Il nervosismo di questi ha destato il sospetto nei finanzieri che hanno perquisito il mezzo. In un vano nascosto sotto il pianale sono stati trovati 1300 stecche pari a 260Kg di sigarette ucraine di varie marche. L'uomo è stato arrestato, automezzo e carico sequestrati. In una serie di altre operazioni, effettuate in diverse aree mercatali di Napoli e provincia, sono stati rinvenuti altri 22kg di sigarette di contrabbando. Inoltre sono stati segnalati all'autorità giudiziaria 6 uomini sorpresi nell'atto di vendere la merce.
MIANO - Aumentano i venditori abusivi di sigarette sul territorio. Ad incentivare il prolificarsi di “chalet”, la mancanza di controlli serrati da parte dei caschi bianchi e delle forze dell’ ordine. Non vi è ombra, infatti, della camionette dell’ esercito tanto reclamizzate, né di altri tipi di “ronde”. In compenso, l’aumento vertiginoso dei commercianti non autorizzati mette in difficoltà i regolari venditori di tabacchi.
MELITO - Si intensificano i controlli da parte della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli sugli abusi edilizi. Infatti, un’importante operazione del Gruppo di Giugliano, dopo mesi di indagini coordinate dalla D.D.A. di Napoli, ha scoperto un clamoroso caso di lottizzazione abusiva di una vasta area urbana del comune di Melito di Napoli. In particolare, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro un’area di 4061mq e 30 unità immobiliari per un valore di circa 2 milioni di Euro, frutto di tre concessioni edilizie illegittime ottenute da P.M., 53 anni, in passato vice sindaco ed assessore all’urbanistica dello stesso Comune, con la collaborazione di due suoi congiunti grazie alla società G.A. Nel corso delle indagini sono stati individuati numerosi soggetti responsabili: progettisti, costruttori, componenti delle commissioni edilizie, un membro della locale polizia municipale addetto proprio al controllo antiabusivismo.
http://www.bigol.net/
NAPOLI (6 marzo) - Durissime condanne sono state emesse dal Tribunale di Nola a carico di 20 imputati accusati di appartenere al clan Mazzarella attivo a Napoli. Presso l'aula bunker «Ticino» la Corte ha condannato il boss Vincenzo Mazzarella, 53 anni, alla pena di trenta anni di reclusione.
Identica condanna per Gennaro Taglialatela, 41 anni, mentre Umberto Esposito, 31, è stato condannato a 24 anni di carcere. Ciro Cro, 31 anni, è stato condannato a 23 anni di carcere, 17 anni invece per Cira Esposito, 34 anni, 14 anni a Ciro Cavone, ad Arturo Nunnari, 46 e Alessandra Ziccardi, 25. Giuseppe Lista, 30 anni, Pasquale D'Onofrio, 40, Espedito Pepe e Ignazio Maritato devono scontare 12 anni in cella.
Per gli altri otto imputati la Corte ha comminato condanne che vanno dagli 11 anni e mezzo ai 7 anni di reclusione. I venti sono stati giudicati responsabili a vario titolo di associazione mafiosa finalizzata alla commissione di omicidi, estorsioni, detenzione illegale di armi, usura, traffico di droga.
Il 27 aprile di due anni fa, a seguito del giudizio abbreviato richiesto dagli imputati, il gup presso il Tribunale di Napoli aveva emesso altre 21 sentenze di condanna a carico di altrettanti imputati. Tra questo Roberto Mazzarella, 11 anni di carcere, Ferdinando Autore, 42, condannato a 20 anni di reclusione, e Assunta Autore, 12 anni di carcere. Anche per questi 21 imputati le accuse per la quale sono stati condannati sono le stesse dei venti a carico dei quali il Tribunale di Nola ha emesso la sentenza nell'aula. Le 41 condanne rappresentano l'epilogo di un'indagine, denominata «Rosa nel deserto», condotta dai militari del gruppo di Castello di Cisterna.
NAPOLI (6 marzo) - Sono 112 i parcheggiatori abusivi complessivamente fermati e denunciati oggi nell'ambito di un'operazione condotta dalla Polizia municipale di Napoli. L'intervento è proseguito anche nel pomeriggio dopo gli oltre 60 fermati della mattinata.In particolare, nelle ultime ore, l'attenzione degli agenti di Polizia municipale è stata rivolta a zone dove la presenza dei parcheggiatori abusivi è ritenuta 'storica, come nel caso di piazza Mercato. Le persone coinvolte sono state accompagnate nella sezione di polizia giudiziaria della Polizia municipale.
Sono in corso perquisizioni per accertare l'eventuale presenza di armi o oggetti di provenienza illecita. Ulteriori accertamenti relativi all'identificazione e ai precedenti penali verranno compiuti dagli agenti della Polizia municipale presso la Questura. Le attività proseguiranno per tutta la serata e andranno avanti anche oltre la mezzanotte.
NAPOLI (6 marzo) - Il Comune di Napoli non ha incassato 40 milioni di euro di multe perché andate in prescrizione. Queste le cifre emerse da un’inchiesta interna di Palazzo San Giacomo. E finiscono nel mirino il servizio legale del dipartimento dei vigili urbani e l’ufficio per la consegna delle contravvenzioni. Il Comune ha deciso di rivalersi verso tutti i maggiori e comandanti che hanno diretto il servizio legale di via De Giaxa, da Carlo Schettini in giù. Revisori dei conti all'attacco, in una relazione accusano: «Non si piò mettere a bilancio quello che non si può riscuotere».
http://www.ilmattino.it/
lunedì 2 marzo 2009
15° ANNIVERSARIO OMICIDIO DON DIANA
