CASERTA. Associazione per delinquere, estorsioni, cessioni di droga. Sono le accuse contestate al 24enne Oreste Iovine, ultimo figlio dell'ex superlatitante del clan dei casalesi Antonio Iovine, alias "'O Ninno". Il giovane, raggiunto da un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, stava per lasciare l'Italia. Sembra avesse già stabilito contatti con alcuni amici in Spagna. Ma i carabinieri del reparto operativo di Caserta lo hanno bloccato, insieme ad altre quattro persone, tra cui il suo presunto autista Alfonso Piccolo, e i napoletani Luigi Cerullo, Carmine e Giuseppe Petito.
domenica 20 ottobre 2013
sabato 19 ottobre 2013
Poliziotti arrestano spacciatori. Tutto il quartiere in strada: agenti picchiati, delinquenti liberati
Di Marco Di Caterino
Caivano. I fortini della camorra. Gli agenti bloccano due spacciatori nel rione Iacp di Caivano, e nel quartiere scoppia la rivolta. I due poliziotti sono stati circondati da un centinaio di persone inferocite, che al grido di “ Jatevenne, questa è zona nostra”, hanno minacciato di morte e picchiato i due agenti in borghese.
L’assalto ha consentito ad uno dei pusher di scappare a bordo di un maxi scooter, mentre il suo complice, dopo aver gettato via decine di dosi di droga, ha guidato la folla inferocita, ingaggiando una violenta colluttazione con un dei poliziotti, che per evitare di essere linciato ha mollato la presa, consentendo allo spacciatore di far perdere le tracce.
La risposta degli agenti del commissariato di Afragola, è arrivata puntuale nel cuore della notte. Tutti i poliziotti del commissariato, coordinati del vice questore Sergio Di Mauro, hanno assediato a loro volta tutto il quartiere che è stato rivoltato come un calzino. Alle prime luci dell’alba, sono stati individuati i due spacciatori, Antonio Natale, 41 anni, e Terenzio Del Gaudio, 34 anni, denunciati a piede libero per spaccio , resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre Antonio Farraiuolo, 22 anni, fratello del boss Francesco Farraiuolo, detto “ ‘o niro niro”, identificato quale conducente dello scooter, è stato denunciato per favoreggiamento.
http://www.ilmattino.itDal «Premio Sergio Bruni» a Italian's Got Talent: la sfida dei gemelli di Sant'Antimo
SANT'ANTIMO. Antonio e Domenico Frate sono gemelli. Si cimentano nel canto lirico e stanno partecipando al format televisivo di Canale 5 "Italian's Got Talent". Vengono da Sant’Antimo (NA) e hanno 18 anni. Studiano lirica da un anno. Il loro arrivo in televisione per alcuni non è per nulla imprevisto. I due ragazzi, oggi maggiorenni hanno partecipato 5 anni fa al "Premio Villaricca Sergio Bruni" vincendo la manifestazione. Alcuni mesi dopo, i due ragazzi poco più che 13enni, parteciparono anche ad un'altra manifestazione culturale, sempre a Villaricca, dal titolo "NapoliPoesia". Tornando alla loro partecipazione alla gara tra artisti emergenti in onda su Canale 5, la loro performance è stata al vaglio dei tre giudici: Rudy Zerbi, Maria De Filippi e Gerry Scotti, armati di "buzzer". Non è andata male. Rudi è stato un po' critico: «devono studiare ancora» e 'buzza'. Maria invece, che poco prima aveva domandato al maestro come ‘corre’ la voce dei ragazzi nel teatro senza microfono e sa che per giudicare la lirica non si deve considerare tanto l’audio del microfono, crede nei due gemelli e dice sì. «Il gusto personale non può essere motivo di bocciatura» afferma Gerry Scotti: è sì anche per lui. Per i due gemelli di Sant'Antimo, però, non finisce qui, dovranno affrontare altre prove per arrivare alla finale. Noi possiamo solo fare loro un grosso "in bocca al lupo".
venerdì 18 ottobre 2013
Casalesi, 34 condanne e 11 assoluzioni al processo «Il Principe e la scheda ballerina»
CASAL DI PRINCIPE. Si è concluso con 34 condanne e 11 assoluzioni il processo con rito abbreviato “Il Principe e la scheda ballerina”. Il procedimento giudiziario punta a fare luce sul tentativo da parte del clan dei casalesi di riciclare denaro attraverso la costruzione nel Casertano del centro commerciale Il Principe e sui brogli elettorali avvenuti a Casal di Principe in occasione delle amministrative del 2010. La sentenza è stata emessa ieri fa dal gup Eduardo De Gregorio, che ha in parte accolto le richieste del pm Antonello Ardituro, titolare dell’inchiesta assieme al collega Henry John Woodcock. Tra i condannati figura in particolare Mario Cacciapuoti (due anni e otto mesi), ex capo dell’ufficio tecnico di Casal di Principe, accusato di corruzione in concorso con l’ex parlamentare del Pdl Nicola Cosentino; quest’ultimo, tuttavia, ha scelto il dibattimento, che è in corso davanti al Tribunale di santa Maria Capua Vetere. Cacciapuoti, in particolare, è stato riconosciuto colpevole di avere offerto a Cosentino la concessione per la realizzazione del centro commerciale in cambio della sua permanenza a capo dell’ufficio tecnico, messa in discussione dallo stesso Cosentino. A fare da tramite tra i due furono Giovanni Lubello, genero del boss dei casalesi Francesco Bidognetti, e Cipriano Cristiano, ex sindaco di Casal di Principe, condannati rispettivamente a cinque e otto anni. Per Cacciapuoti, che era difeso dall'avvocato Carlo De Stavola, è stata tuttavia esclusa l'aggravante dell'articolo 7 (aver agito per favorire un clan canorristico). Di qui la condanna assai più mite rispetto alla richiesta del pm che riteneva congrua la pena di sei anni e otto mesi. Condannato anche l’ex consigliere provinciale Sebastiano Ferraro (sei anni e otto mesi), mentre è stato assolto dall’accusa di riciclaggio Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco soprannominato “Sandokan”.
lunedì 14 ottobre 2013
Sant'Antimo. Fermato con una pistola
SANT'ANTIMO. I carabinieri di Sant'Arpino hanno arrestato un uomo di 32 anni e sono sulle tracce di un'altra persona riuscita a fuggire. I due viaggiavano a bordo di una Fiat Uno nella zona periferica della città, quando sono stati notati da una pattuglia di carabinieri. Dopo un rapido controllo, saltava fuori che l'auto risultava rubata, così i militari dell'Arma li hanon seguiti allo scopo di capire che intenzioni avessero. Dopo alcuni minuti i due si sono accostati ad un'altra auto con a bordo una donna, molto probabilmente con l'intenzione di mettere a segno una rapina, così i carabinieri hanno deciso di intervenire. Ma quando i due hanno visto l'auto delle forze dell'ordine, si sono dati alla fuga con l'autoi. Ne è partito un inseguimento, culminato alcuni minuti dopo. La Fiat Uno è stata bloccata, i due sono scesci dall'auto ed hanno cercato di fuggire, ne è scaturita una colluttazione. Luigi Femiano, 32 anni è stato bloccato e ammanettato, il complice, invece è riuscito a fuggire. La perquisizione effettuata nella Fiat Uno ha permesso di rinvenire una pistola modello 7,65, prima di tappo rosso. L'arma è stata sequestrata. Il 32enne è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Ora i militari dell'Arma sono sulle tracce del complice riuscito a fuggire.
venerdì 11 ottobre 2013
Torna in carcere la figlia di "Peppe o'baron". Palma Polverino è stata arrestata.
di Ferdinando Bocchetti
Marano. Torna in carcere la figlia di "Peppe 'o barone". Palma Polverino è stata arrestata ieri notte dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, che hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 8 ottobre.
Il provvedimento è stato emesso dopo l'accoglimento di un ricorso presentato dal procuratore generale di Napoli contro l'annullamento della misura cautelare del tribunale di Madrid. La giovane, residente a Marano in via Pietraspaccata, era stata arrestato lo scorso 4 giugno, ma fu poi rilasciata qualche settimana dopo. La sua scarcerazione fu annunciata, con un post su facebook, dal fratello Vincenzo. Palma Polverino deve rispondere dei reati di associazione a delinquere, spaccio e traffico internazionale di stupefacenti e riciclaggio di beni e denaro provenienti da attività illecite.
Arrestata Palma Polverino, 26enne figlia del boss
MARANO. Palma Polverino, 26 anni figlia del boss Giuseppe, è stata arrestata dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli. I militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa in seguito al suo arresto, avvenuto il 4 giugno scorso in Spagna. Adesso è detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli. Dopo il suo arresto in spagna e il trasferimento in Italia, venne rilasciata e rimessa in libertà suscitando anche diverse polemiche. La donna è ritenuta responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di stupefacenti, riciclaggio e di impiego di denaro utilità o beni di provenienza illecita: tutti reati commessi, su mandato del padre, in Spagna dal 2007 al 2012. Il clan Polverino è titolare di un impero economico tra l'Italia e la Spagna, il cui valore si ritiene superiore al miliardo di euro.
Spaccio di stupefacenti: tre persone in carcere
SANT'ANTIMO. Gli agenti di polizia del commissariato di Frattamaggiore, hanno arrestato tre persone di Sant'Antimo accusate di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Francesco Marzocchella di 32 anni, Massimo Esposito di 37 anni e Gennaro Lubrano di 24 anni. I tre sono stati sorpresi dagli agenti di polizia mentre spacciavano tra Via Saragt, Via Roma e Corso Italia a Sant'Antimo. Marzocchella è già noto per essere stato sparato ad una gamba dalla vittima di una rapina commessa in una ferramenta a Sant0Antimo lo scorso 12 giugno 2007. I tre sono stati arrestati e condotti presso la casa circondariale di Poggioreale a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nel corso dell'operazione della polizia, sono state sequestrate: una confezione di hashish del peso di 2 grammi e alcuni sacchetti di marijuana dal peso complessivo di 40 grammi.
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